Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; MOSTRE
anno
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1935
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pagina
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869
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La pace di Ouchy 869
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Intanto a Caux si segnava il passo. Nella terza decade di agosto i nostri delegati ebbero l'impressione che le conversazioni stessero per arrivare ad un punto morto e dovessero essere abbandonate. Occorreva evitare assolutamente tale eventualità; tanto i nostri delegati che Giolitti, infatti, erano persuasi che, prima o dopo, mantenendo i contatti, si sarebbe arrivati in porto. Per concertare un ponderato piano d'azione, ebbe luogo l'incontro di Bertolini, Volpi e Fusinato con Giolitti, a Torino, il 25 agosto. Fra i delegati e il Presidente del Consiglio furono ponderate tutte le ipotesi, discussi tutti gli atteggiamenti, esaminata tutta la situazione politica; infine, decise le direttive da seguire.
Tornati a Caux il 27, i nostri delegati ebbero notificazione dai fiduciari turchi delle due ultime proposte (la quarta e la quinta) giunte nel frattempo da Costantinopoli.
La quarta era così concepita: Autonomia alla Libia con due porti all'Italia, su punti da scegliere e che non siano attualmente abitati . L'autonomia secondo dichiarò Naby Bey doveva intendersi sotto la sovranità nominale del Sultano; inoltre, essa implicava l'abbandono di fatto delle due provincie all'amministrazione italiana; infine i due porti sarebbero stati riconosciuti all'Italia in piena sovranità. La nostra Delegazione rispose di essere autorizzata a dichiarare che la proposta non poteva essere accolta perchè incompatibile con la legge italiana di sovranità.
La quinta proposta era formulata così: La Tripolitania all' Italia e la Cirenaica autonoma con lo scambio di Massaua e dell' Eritrea alla Turchia . Alla parola autonoma doveva essere attribuito lo stesso significato sopraindicato. I nostri delegati dichiararono che, in base alle istruzioni ricevute, dovevano rifiutare anche questa proposta, la quale, oltre alla incompatibilità con la legge di sovranità, avrebbe implicato una cessione di territorio italiano, cessione assolutamente impossibile.
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