Rassegna storica del Risorgimento

TORINO ; MOSTRE
anno <1935>   pagina <876>
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Angelo Piccioli
Nel Consiglio dei Ministri ch'ebbe luogo a Costantinopoli il 4 settembre venne accettato in massima il principio dell'auto­nomia, lasciando al Ministro degli esteri di studiare la proce­dura per la stipulazione di un accordo preliminare. Subito dopo, Noradoughian chiarì all'ing. Nogara la portata della tesi autonomista ufficiale. Un ir ade del Sultano indirizzato, come d'abitudine, al rappresentante scelto come capo delle Provincie autonome, avrebbe trasferito nella persona di questi tutti i poteri sovrani, alVinfuori della sovranità (sic); V Italia avrebbe ripreso questi poteri del rappresentante con un atto a parte. Il Nogara naturalmente si affrettò a dichiarare in forma categorica che tale forma di autonomia non rispondeva affatto alla nostra concezione; in primo luogo, perchè avrebbe richiesto da parte nostra un atto che era contrario al nostro decreto di annessione, l'Italia non potendo acquistare da terza persona diritti sovrani che già si era riconosciuti da se stessa; in secondo luogo, perchè la forma proposta avrebbe lasciato sussistere in Libia le capitolazioni, ciò che era contra­rio alla sostanza del decreto di annessione. E concluse col dire che la sola formula accettabile per noi era questa: autonomia alle popolazioni con tutti i diritti politici sovrani, rappresen­tante del Sultano non investito di poteri sovrani (per modo che esso sarebbe stato, in fondo, solo un simbolo del legame fra la Libia e la Turchia). Noradoughian obbiettò che una tale concezione avrebbe leso il primo articolo della costituzione ottomana: motivo per cui nessun Governo avrebbe potuto adot­tarla. Dopo di che, il Ministro riprese, secondo il suo solito, a di­vagare e ad affacciare altre esigenze e pretese, fra cui la necessità che un nostro delegato tecnico venisse a Costantinopoli per discu­tere le questioni di natura giuridica connesse all'arduo problema.
In realtà, Noradoughian voleva guadagnar tempo ; lo stesso giorno di tale colloquio Nogara seppe da Carasso che egli,parlando con Kiamil, aveva riconosciuto che l'autonomia proposta non era conforme ai postulati dell'Italia, ma che tuttavia si doveva