Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; ARCHIVI PONTIFICI ; STATO PONTIFICIO
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1935
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La pace di Ouchy 877
assolutamente evitare la rottura dei negoziati, stanti le attuali gravissime difficoltà della Turchia, internazionali e finanziarie . Il Presidente del Senato intanto cui Nogara aveva comunicato le recise dichiarazioni di Volpi si ricredeva, e trovava che la base dell'autonomia era terreno adatto all'intesa definitiva: desiderava però che fosse adottata una soluzione tale, che ne il mondo islamico, né il mondo arabo avessero ragione di diminuire le loro simpatie all'Impero ottomano: queste due formidabili forze, se compresse, avrebbero distrutto irreparabilmente il prestigio della Turchia, Ciò Ferid diceva perchè per lui la questione araba assumeva carattere famigliare, date le sue relazioni col Khedivé d'Egitto. Questi si trovava in una situazione sgradevole presso il suo popolo a causa della guerra, ed il partito giovane turco gli rimproverava la sua freddezza per la Turchia; dicevasi anzi che la sua vita fosse minacciata. Se la Turchia fosse stata obbligata a cedere sulla questione della sovranità, molta parte della colpa sarebbe stata addossata dagli Arabi al Khedivé, che aveva ostacolato, d'accordo con l'Inghilterra, le operazioni di guerra della Turchia.
Quanto a Kiamil, proprio in quei giorni egli faceva dichiarazioni intransigenti al corrispondente del Matin di Parigi, dichiarazioni che a Costantinopoli vennero ritenute un mezzo polemico per salvaguardare la sua persona dalle responsabilità in vista del futuro giuoco politico. Si diceva poi che parecchi Ministri desideravano che si compiesse l'appello alla mediazione dell' Inghilterra appunto per influire sopra Kiamil, sempre deferente alle direttive della politica inglese.
XXII.
Nell'adunanza delle due delegazioni ch'ebbe luogo a Ouchy il 6 settembre, i fiduciari ottomani enunciarono la teoria ufficiale dell'autonomia quale era stata concepita da Noradoughian
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