Rassegna storica del Risorgimento

HOLYOAKE GEORGE JACOB ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <887>
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La vittoria de La Maddalena nel 1793 887
originale. H Mimaut,*) console generale di Francia in Sardegna, dal lo 12 al 1825, il quale avrebbe potato raccogliere notizie valendosi della memoria ancora fresca dei superstiti difensori de La Maddalena, non entrò in merito ai dettagli, tenendo sopratutto a dare un quadro a tinte cariche della situazione politica, dice che i sardi nell'impossibi­lità di ricevere il minimo soccorso da Torino si trovarono nell'alterna­tiva o di una resa senza resistenza o di difendersi coi soli loro mezzi: Une résolution aussi généreuse que nationale leur fit embrasser le dernier parti e questo dimostra come nonostante l'aspra critica che questo storico muove ai sardi per non avere ceduto alle luninghiere promesse del Governo- Rivoluzionario, da buon francese, cioè da pa­triota al cento per cento, provava una simpatia e un'ammirazione sincera per l'alto spirito di patriottismo di cui dettero prova. Racco­gliendo l'eco di pettegolezzi da caffè e da salotto, inevitabili, aggiunge che i contrasti sorti fra i Comandanti piemontesi e sardi les empé-chèrent de tirer tout le parti qu'ils auraient pu du désastre de l'expédi-tione francaise . Li biasima insomma per non avere saputo debita­mente valorizzare un fatto così straordinario come una vittoria sulla Francia, quasi che il suo amor proprio nazionale ne restasse offeso ed aggiunge come a conferma, che l'essere stata mal condotta la spedi­zione francese non diminuisce per nulla la vittoria del sardi. Il Man-nu, 2) che scrisse intorno al 1840, cercò inutilmente per tutti gli archivi di Cagliari e Torino i rapporti concernenti i fatti de La Maddalena, e fu egli che avanzò la supposizione, anzi la certezza" che fossero stati sottratti per ordine di Napoleone; così mentre potè fare la più estesa ricostruzione delle giornate di Cagliari, si limitò a dare solo un breve cenno intorno alla prima. La Marmora 3) non ebbe miglior fortuna nelle sue ricerche e allora giustamente pensando che valesse meglio ricorrere alle fonti più genuine; la memoria orale, invece che agli scritti fantasiosi che frattanto erano andati moltiplicandosi si rivolse a un nipote del Millelire, il Nob. Nicolò Susini e questi ricostruì le tre giornate interrogando i più vecchi maddalenini. E questa ricostruzione
*) MTMAUT, Ilistoire de Sardaigne, Paris 1825.
2) GIUSEPPE MANNU, Stona moderna della Sardegna, Torino 1842.
3) ALBERTO DELLA MARMORA, Itinerario della Sardegna, La lettera del Susini, sindaco de La Maddalena, è riportata neOa Rivista Marittima del luglio 1896. In essa è detto come il comandante Riccio, proceduto allo sgombro delle donne e dei bambini messi al riparo nei paesi della Gallura, improvvisò la bandiera con dipinto il Crocifisso, S. Maria Maddalena e il motto per Dio e per il Re, vincere o morire e come questa bandiera sventolò sul Forte di S. Andrea per tutti i giorni di combattimento. Il Prasca aggiunge che il disegno del forte su lo stendardo dovette essere aggiunto in seguito.