Rassegna storica del Risorgimento

HOLYOAKE GEORGE JACOB ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <894>
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894 Myriam Riccio
francese ove erasi ancorata. Sul fare del giorno quella nostra batteria cominciò il combattimento a palle infuocate: la batteria nemica dalla Puntanella ne fece altret­tanto sopra di noi. Il marinaio Joli ebbe una ferita, e il sardo Micbele Degoscio ricevette una palla che gli portò via una gamba in mia presenza.
La flotta francese trovandosi tormentata dai nostri cannoni di Punta Nera con gravissimo maltrattamento della fregata disampaxata di tutti gli alberi di gabbia fu astretta a coprirsi nell'interiore del Porto per ivi rassettarsi. Ciò eseguito formò due batterie all'est del Porto per offesa alle nostre di Punta Nera.
A un'ora dopo il mezzogiorno parendomi di avere qualche vantaggio sul nemico spedii un espresso al cavaliere Thiesi e al sig. Governatore di Castelsardo per avere munizioni da guerra e da bocca.
Feci pure passare due cannoni alla punta di Stintino, onde inquietare la fre­gata e convoglio nell'arco recesso cel porto. Nello stesso tempo sbarcai 65 dei nostri marinai, isolani e sardi, e sotto il comando del valoroso Cesare Zonza, per passare a contrastare al nemico lo sbarco all'isoletta di Caprera: nella successiva notte la fre­gata seguita da alcuni legni s'allontanò dal porto, e alle ore due dopo la mezzanotte situatasi tra la Punta di S. Stefano e Caprera con tre lanci e, una gondola e un feluc-cone, tentò uno sbarco in quest' Isola cbe fu prontamente impedito dal valore di detto distaccamento.
Nel giorno 25 le batterie nemiche aumentate in ogni sito capace di offesa mi obbligarono a convocare i principali abitanti dell'Isola per determinare intorno ai mezzi da tenersi in caso che la superiorità delle forze nemiche ci obbligasse a ritirarci. Fra gli altri espedienti proposi quello di un assalto all'Isolotto di S. Stefano come il più valevole a diminuire contro di noi la violenza dell'ostilità. Questo progetto fu accolto con intrepidità da diversi e per eseguirlo mandai subito nel littorale sardo a chiedere un rinforzo.
La fregata con vari altri legni tentarono di nuovo uno sbarco alla punta di Caprera sulle ore due dopo mezzogiorno ma infruttuosamente.
Su la sera, presso alla notte, il nocchiero Milellire armò una sciapuppa in guisa di lancia cannoniera e s'avanzò nel porto ove era il resto del convoglio nemico e lo attaccò così arditamente che vi gettò dentro la confusione e li costrinse a precipi­tosa fuga. Si spinse subito colla sua scialuppa all'Isola e vi fece 4 prigionieri non ritrovati all'imbarco dei legni fuggitivi. Mentre ci occupavamo attorno le disposizioni di detto progetto di assalto avemmo l'avviso della fuga dei nemici da S. Stefano. Vi spedii immediatamente le galeotte le quali vi ritrovarono 4 cannoni di ferro, un mortaio da bomba, un carro con 2 cannoni sopralasciati a mezza strada, tre can­noni su la torre in atto di servizio, tre ancore con gomene lasciate alla punta delle Tegi, e vari altri piccoli arnesi che l'equipaggio si appropriò per trionfo.
Il nemico ci ha fatto provare la più viva azione del fuoco. Ci ha tirato 1050 bombe{ è incalcolabile il numero de le cannonate. Si sono fatti 17 prigionieri dei nostri nell'Isola di S. Stefano; e si sono ritrovati molti francesi, altri distesi sul terreno, altri sepolti, oltre i loro feriti trasportati,
L'Ufficiale di Milizia che comandava l'Isola presa non lasciò alcun dubbio sul suo valore mentre sofferse l'assedio. *)
l) II rapporto del Comando Francese dice Ci siamo impadroniti della Torre malgrado la viva resistenza della Guarnigione .