Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno <1935>   pagina <906>
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906 Egilberto Martire
io, la voce di quei meschini mi domandò : ho considerato altresì che a V. P. piacesse che fossimo in due piuttosto che in uno: consideri Ella altresì che io non vado certo per vanagloria, quando vado non come primo né come secondo, che Gavazzi assorbe tutto col suo valore e con la sua ben locata autorità ricevuta dal S. Pontefice, ma vado dopo dopo dopo lui; e né anco in predicazione né per la forza fìsica né per l'intellettuale, né per l'eloquenza posso competere con lui... . *)
Queste parole, che rivelano tutta l'anima di Ugo Bassi, sono evi­dentemente destinate ad attenuare l'impressione del disagio profondo che i dirigenti dell' Ordine provano di fronte agli avvenimenti. Già da molti anni i due eloquenti barnabiti erano segno di gravi contraddizioni che si riflettevano anche nel seno della congregazione: i confratelli erano divisi nei giudizi e la divisione era, in sostanza, politica, tra quelli che erano in voce di liberali e gli altri, i reazionari, pavoneggiati dal Cardinale barnabita, il Lambruschini.
H Generale non risponde né a questa né ad altre lettere del Bassi; ma risponde a due lettere, assai interessanti (Doc. II e III) che gli pervengono dal P. Paolo Venturini, uno dei più insigni letterati del­l' Ordine, rettore della Università di Bologna. Da queste pagine, splen­dida testimonianza dell'entusiasmo generato dalla predicazione patriot­tica dei due, emergono con vivacità i caratteri dell'eloquenza e dello spirito del Bassi e del Gavazzi. L'uno e l'altro pronunciano prediche forensi, ma il Bassi mitiga , rettifica , chiarisce il senso delle proposizioni del Gavazzi; nel misto di strano e di bello, di dolce e di amaro, di predica e di dramma , i temperamenti dei due si rivelano sempre più schiettamente, mano mano che la forza travolgente degli avvenimenti li emancipa dagli abiti e dai freni della disciplina eccle­siastica: il Bassi è un romantico, un mistico del sentimento; il Gavazzi è un pratico, un sapiente del calcolo; l'eloquenza dell'uno fa piangere, l'eloquenza dell'altro fa imprecare.
Il P. Generale, dunque, nella sua risposta (Doc. IV) distingue la posizione giuridica del Bassi da quella del Gavazzi: non può né vuole giudicare la missione del Gavazzi che sembra venire dalla Autorità supe­riore ma, quanto al Bassi che aspetta la mia licenza, si attiene al silenzio.
1} V. la lettera pubblicata integralmente in Nuova Antologia (1 aprile 1935), E. MARTIRE: P. Ugo Bassi fuori della sua leggenda.
Nella Enciclopedia Italiana (art. Bassi), 0. P. (il P. Orazio Pre-moli, barna­bita) scrìve: ...il Bassi si uni {alle truppe) in qualità di cappellano e partì munito della benedizione di Pio IX. Da questa lettera del Bassi e dagli altri documenti a noi noti, si può dedurre in quale senso va intesa l'a normazione di Orazio Premoli.