Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno
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1935
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pagina
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908
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908 Egilberto Martire
L'indirizzo portava la data del 27 aprile e la risposta pontificia doveva giungere nel maggio, quando il Gavazzi che si era riusciti dopo molte difficoltà, a far partire per Venezia tornava improvvisamente a Bologna. Il vecchio Arcivescovo, che conosceva bene gli umori della folla, rispondeva al Pontefice in data 5 giugno ringraziando del conforto che gli veniva dalla parola di lui, ma confessando anche la penosa necessità di far presente che il triduo in parola avrebbe arrecato funeste conseguenze e che, al contrario, il miglior rimedio per riparare allo scandalo propagato e per prevenire le fatali conseguenze del di loro contegno sarebbe stato quello... di richiamare i due Barnabiti a Bologna !
Tale consiglio non è accettato e da Roma giunge l'ordine di arrestare il P. Gavazzi Ma l'arresto non si fa narra il Dallolio *) il ministro della polizia Galletti in persona dà al Gavazzi il suggerimento di sottrarsi ad esso allontanandosi ! .
Il Gavazzi non dovette nascondere il sospetto che l'Ordine avesse sollecitato l'arresto; e ne dovette parlare al P. Venturini il quale ne scrisse al P. Generale; e il P. Generale in una lettera del 25 luglio (Doc. Vili) mentre respinge l'odioso sospetto, si indugia poi a descrivere la situazione difficilissima nella quale si trova l'Ordine e dimostra la opportunità che la secolarizzazione dei due, anziché essere richiesta dall'Ordine, venga richiesta dai medesimi interessati.
La proposta non ha seguito anche perchè i due cappellani sono ormai dispersi nelle vicende della guerra e il P. Generale ignora la dimora di essi. Il Bassi ha lasciato Bologna fin dal 4 maggio e passa per Ferrara, valica il Po, è a Treviso ove è ferito al petto in un fatto d'armi, e segue le vie della disfatta gloriosa fino a Venezia e quivi resta, ospite di Manin, a confortare i veneziani alla resistenza; nell'audace sortita di Mestre egli vuole essere all'avanguardia a dividere come dice il Gavazzi le sue sacerdotali cure tra i vincitori e i vinti. Dopo l'armistizio di Salasco, il Bassi resta fra i suoi soldati, parte con essi da Venezia nel dicembre e sosta a Bologna due mesi, scrivendo e parlando, particolarmente al Circolo popolare fondato dal Gavazzi.
Più complessa è la cronaca delle agitate giornate gavazziane. Scampato all'arresto ordinato dal governo di Roma, si ferma due mesi a Livorno e torna nell'agosto a Bologna, su invito del governo provvisorio e qui si trattiene fino a che il generale Zucchi riesce a farlo
i) V. Articolo XI. Bassi nella Strenna delle colonie scolastiche bolognesi (anno XXXIII, 1930) ed. Zanichelli, Botogna.