Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno
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1935
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pagina
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910
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910 Egilberto Martire
spiacevoli del suo temperamento e il drammatico incontro con Mameli, del quale J. W. Mario ha dato particolareggiate notizie nel diario di A. Bertani,1) segna una pagina dolorosa nella Biografia gavazziana. Negli Ospedali andava e veniva così il Luzio riassume l'episodio il P. Gavazzi per la cui eloquenza teatrale, ciarlatanesca, Goffredo aveva la più cordiale, irrefrenabile antipatia. Declamatore volgare, il Gavazzi sembra trovasse a ridire sull'assistenza pietosa che Goffredo riceveva da quelle donne gentili... (la Belgioioso, la Poflet e altre infermiere). 2)
Bastano tali accenni per rendere sempre più evidenti i caratteri che distanziano il Bassi dal Gavazzi, dando ragione del giudizio di E. Masi, che si riferisce appunto a questo tempo: È costui (Gavazzi) ben altro personaggio da quell'altro barnabita, pure bolognese, Ugo Bassi, che anch'esso, ma con una più schietta sincerità, aveva predicato la Guerra Santa e che fra breve saprà, col martirio eroicamente sopportato, suggellare e nobilitare quello che d'incongruo e di fanatico abbia potuto avere la sua vita.3)
Le giornate romane del Bassi sono, invero, del tutto spoglie delle rumorose avventure del Gavazzi.
Egli aveva lasciato Bologna il 15 febbraio ed aveva preso la via di Roma sempre da cavaliere sulla mia corsiera , attratto dal fascino della Repubblica e dal presagio della guerra imminente; ai primi di marzo è nominato da Mazzini cappellano della Legione Garibaldina e scrive, in una lettera ad amici bolognesi: A Roma sono molto ben veduto... Con Gavazzi sono stato, e siamo consigliati tra noi due di non impicciarsi per ora di predicare in pubblico, ed evitare invidia ed aspettare che il pubblico bene e il governo medesimo a ciò ne chiami .4)
S'allontana ben presto da Roma per raggiungere Garibaldi e lo saluta, finalmente, a Rieti, con entusiasmo inenarrabile: Garibaldi è l'eroe più degno di poema, ch'io sperassi in mia vita vedere (Doc. X). L'esaltazione del Bassi non è effimera; e quando egli soggiunge: le
1) J. W. MABIO, Agostino Bertani e i suoi tempi, Firenze 1888, I, p. 154 e seg.
2) Continua il Luzio: ...disgrazia volle che il Gavazzi gli capitasse dinanzi (a Mameli) quando il malato sobbolliva di sdegno per quelle indiscretezze fratesche. Goffredo intimò furibondo al Gavazzi di uscire dalla sua stanza: e fu preso da smanie convulse che fecero spostare l'apparecchio della gamba, determinando una febbre di riassorbimento . A. Luzio, Profili biografici e bozzetti storici, Milano, 1906, p. 193.
Il L. CONTI (op. et*., p. 50) segnala Mameli fra gli eroi che morirono nelle braccia di Gavazzi!
3) E. MASI II Risorgimento italiano,, Firenze 1917, II, p. 324. *) V. il citato art. sulla Nuova Antologia 1 aprile 1935.