Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno
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1935
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pagina
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911
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La predicazione patriottica dei barnabiti Bassi e Gavazzi 911
nostre anime si sono congiunte , dobbiamo credere che Garibaldi provasse per il predicatore ardente un'ammirazione vibrante di tenerezza e di riverenza. Abbiamo sentito veccbi garibaldini asserire cbe agli occbi del Generale il Bassi appariva come l'incarnazione del più alto eroismo religioso, che la morte gloriosa di lui gli dette un dolore profondo tanto, da poter essere paragonato allo strazio della morte di Anita: Anita, Goffredo Mameli, Ugo Bassi ci sembrano le più elette creature sovrane del cuore del Condottiero. E la pagina che Garibaldi dedica al Bassi nelle Memorie è degna di questa predilezione: Ugo Bassi, colui che nei giorni di battaglia esercitava il ministero di sacerdote, colla generosa pietà, che eguaglia a Dio: che possedeva nel tempo stesso l'ingenuità del fanciullo, la fede di un martire, la scienza di un letterato, il coraggio di un eroe. Aveva i capelli bruni, ed inanellati, gli occhi brillanti al pari del sole, la bocca sorridente, il collo bianco e lungo, le membra agili e robuste, il cuore di fuoco per la gloria e pel pericolo, gli istinti leali, lo spirito elevato, balenante, rapido, fatto nel tempo stesso per la contemplazione dell'anacoreta, e gli ardori dell'apostolato .
Con Garibaldi e le milizie, dunque, il Bassi si approssima a Roma, predicando nelle piazze e nelle chiese dei paesi di passaggio; a Roma, finalmente, dallo scontro del 30 aprile, in cui egli è alle avanguardie, a cavallo, ed è fatto prigioniero eppoi liberato, fino alla resa, il Bassi è sempre con i combattenti, al campo; è a Palestrina, a Velletri, a Rocca-secca e quivi è ferito e quindi, dal 3 giugno alla resa, guarnigiò il Gianicolo , come ricorda il Gavazzi, fino a che Garibaldi, sdegnoso d'ogni patto di resa, decise di abbandonare la Città.
Nulla di notevole dunque, segnalano le cronache urbane nei riguardi del Bassi, che sta con i suoi soldati sulle linee del fuoco e non dimostra le esuberanze partigiane e gastronomiche del Gavazzi. Solo l'ultimo giorno, accompagnando la salma di Manara nella chiesa di S. Lorenzo in Lucina pronunciò un discorso nel quale lo strazio del cuore esacerbato dettò accenti deplorevoli. Stando alla testimonianza di un barnabita (Doc. XI), lo stesso Gavazzi avrebbe affermato che dopo tale discorso Bassi non poteva rimanere più a Roma.*)
Ma era la disfatta e la dispersione che in realtà imponevano la ritirata più rapida. Il Bassi partì da Roma con altri garibaldini e raggiunse
i) Scrive Io Spada: ...Solo è da lamentarsi che il padre Ugo Bassi, immemore della santità del luogo, recitasse sul feretro non la orazione funebre ma un'atroce piuttosto e violentissima diatriba contro il papa e il clero, quel clero cui apparteneva pur esso (op. cit., p. 666).