Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno <1935>   pagina <912>
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912 Egilberto Mar lire
Garibaldi a Tivoli; da qui, attraverso mille peripezie, gli restò vicino fino a San Marino; poi, quando Garibaldi, 31 luglio, lasciò d'improvviso la Repubblica, Bassi lo raggiunse a Cesenatico; ma per breve ora, che il Generale volse, navigando, verso Venezia e Bassi, col colonnello Iivraghi, preferi cercare lo scampo a Comacchio. Il commiato fu doloroso; la via presa dal Bassi era quella del sacrifizio: la tragedia si consumava fulminea e fulgida: catturati il 5 agosto, giudicati somma­riamente, venivano fucilati il giorno 8, a Bologna, a Villa Spada, all'ombra della Madonna di S. Luca, alla quale il Bassi affidava, con un accorato grido d'amore, l'anima sua e quella dell'amico. La rapidità del giudizio e della esecuzione non aveva consentito nemmeno di porre il quesito della sconsacrazione del Bassi: sconsacrato, dunque, non fu e prima di morire, dettata una ritrattazione relativa a parole o a scritti con i quali avesse offeso pietà, onestà, religione morì da santo. La lettera del Consigliere Provinciale dei Barnabiti bolognesi (Doc. XII) dà notizie ed esprime sentimenti, che vengono ampia­mente, il 20 agosto, in altra lettera sottoscritta da un altro autore­vole religioso di Bologna (Doc. XIII).
E il Gavazzi ? E assai strano che intorno alle ultime giornate romane del Gavazzi si siano formate delle variazioni leggendarie, lui vivente.
Un biografo apologista, il Mornand, metteva, nel 1861, il Gavazzi a fianco di Bassi scrivendo e noi traduciamo alla lettera: Quando fu necessario cedere, egli (Gavazzi) prese con Garibaldi la via dell'esilio e fu, ci si assicura (!), con Ciceruacchio, l'eroe del Trastevere, con un Ugo Bassi, monaco come lui, con Livraghi, e un manipolo di altri, in questa lunga terribile e tragica ritirata, attraverso le solitudini dell'Appennino, nella quale la piccola truppa, assillata da tutte le parti, si sbandò completamente, e perirono miseramente Ciceruacchio, Ugo Bassi e Anita, la moglie di quest'uomo eroico che, allora giudicato e trattato come il peggiore degli avventurieri, senza fuoco né luogo, dovunque bandito, doveva essere, undici anni dopo, il conquistatore e il dittatore del Regno delle due Sicilie. Donde, senza dubbio, data l'intimità che uni in seguito Garibaldi e il P. A. Gavazzi. Scampato, infine, ai pericoli di questa ritirata, si ritirò in Inghilterra... l)
Ma questa narrazione è del tutto smentitaoltre che da tutti i docu­mentidalla stessa apologia gavazziana scritta dal Conti, un pastore pro­testante che ospitò in sua casa il Gavazzi negli ultimi anni, e ne raccolse l'ultimo respiro. Secondo il Conti, dunque, Gavazzi rimase a Roma, in
i) F. MORNAND, Sermons du P. Gavazzi ecc., Paris, 1861, p. XVHI-XIX.