Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno
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1935
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pagina
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915
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La predicazione patriottica dei barnabiti Bassi e Gavazzi 915
insieme disonesto e sacrilego. Del quale equivoco troviamo una conferma, che è confessione, nella biografia elogiativa del traduttore dei suoi Sermoni napolitani, il Mornand: Da questa epoca (cioè dai primi anni di Londra) il P. Gavazzi, senza passare al protestantesimo, come si è creduto e come recentemente lo si accusava a Napoli, divenne una specie di cattolico indipendente, secondo lo spirito, ma non secondo la lettera della legge.1)
In un sermone dell' 8 ottobre 1860, in piazza Mercatello, il Gavazzi stesso tenne a chiarire une question obscure et controversie e. dichiarò di non essere né protestante né ammogliato, come da molti si pretendeva: Io potrei essere protestante e tuttavia considerarmi migliore eristiano di tante migliaia di cattivi cattolici, ma la verità è che io non lo sono: mi si può credere; perchè se io lo fossi, sarei ben lon-lano dall'arrossirne .2)
D'altra parte, è da riconoscere che solo a mezzo di questo equivoco grossolano, era possibile farsi ascoltare dalle popolazioni cattolicissime del Mezzogiorno. 3)
Dobbiamo ritenere che tutta l'azione svolta dal Gavazzi fosse viziata dai segni insopprimibili dell'equivoco dovuti al temperamento di lui essenzialmente facinoroso. Di regola, gli evasi dal sacerdozio, e particolarmente dalle congregazioni religiose, soffrono tutti i mali insidiosi della libertà, alla quale non furono educati. Del Gavazzi non si raccontano, invero, le avventure galanti che costituiscono tanta parte della biografia degli apostati e nelle quali sono miseramente finiti non pochi dei più conosciuti religiosi passati al protestantesimo, quali il Di Pretore e lo Sciarelli. 4)
Le irregolarità nelle quali il Gavazzi cadde quando vennero a cessare i vincoli della disciplina claustrale sono da attribuirsi all'abito di
i) MORNAND, op. cit.t p. XIX.
2) MORNAND, op. e, pi*. 201. Quanto alla questione del matrimonio, consueto epilogo, anche a detta di Erasmo, delle apostasie, il Gavazzi diceva: Potrei essere ammogliato come S. Pietro e S. Paolo, e tanti onesti preti dei primi secoli della Chiesa. Ma la verità è ancora che io non ho moglie e non l'ho mai avuta: La mia moglie è VItalia! (io.).
8) Narra il Conti che il P. Pantaleo si diede ad imitare Cavassi, predicando sempre vestito da frate, a Queste predicazioni fatte da un frate col suo saio di Cappuccino (sic) e da Gavazzi con la camicia rossa, facevano la più grande impressione in quelle popolazioni; entrambi erano considerati come due frati onesti che dicevano la verità... (CONTI, op. ciM p. 100-101).
4) Afferma il Conti che il Gavazzi nell'Ordine barnabiti co formò il suo carattere di scrupolosa moralità che lo distinse fino alla morte (op. cil., p. 9).