Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno
<
1935
>
pagina
<
919
>
La predicazione patriottica dei barnabiti Bassi e Gavazzi 919
alla Colonna Pia, ma dopo due ore interrotto dalla pioggia, invitò al seguito quel dopopranzo. Il popolo fu immenso; rettificò e chiari il senso di alcune proposizioni dette dal Gavazzi; parlò al solito di sé e delle sue sciagure; lodò i Barnabiti; io di nuovo fai messo in campo; fece applaudire il popolo al card. Opizzoni e lo invitò a festeggiarlo la sera; fece giurare la plebe che non commetterebbe eccessi; disse lodi al buon clero. Insomma un misto di strano e di bello, di dolce e di amaro, di predica e di dramma. Bologna è sempre furente per essi; straordinario il numero dei nuovi arruolati; il sentimento nazionale giunto al sommo; l'odio ai tedeschi più che quello al peccato. Lasceranno qui eterna profonda memoria di sé; li accompagnerà l'amore e l'ammirazione del popolo, lo sdegno e l'esecrazione de* battuti e flagellati e percossi dai loro fulmini.
Abbiamo in Collegio 100 siciliani volontari, quasi tutti dei primi Signori di Palermo che fecero le prime mosse alla Rivoluzione, che vanno a combattere. Il P. Riccardi partirà lunedi colla diligenza; il P. Albicini andrà in vettura a Forlì, dove si fermerà alcuni giorni.
Con tutto il rispetto, e l'ossequio mi dichiaro della P. V.
Dev.mo Obb.mo Servo D. Paolo Venturini B.ta
IV.
Da lettera del P. Caccia al P, Venturini.
(Roma 29 aprile 1848).
JT*. V. Siamo proprio in un mondo nuovo. Le notizie datemi dalla R. V. colle due ultime pregiat.me sue de 24 e 26 corrente quantunque non mi siano giunte affatto improvvise è certo che hanno superato di assai la mia aspettazione e lo stupore che mi si è risultato è cosi grande che io non so supporre che cosa Le abbia da riscriverle in proposito. Ad ogni modo per dirle pure qualche cosa le esternerò da prima la mia soddisfazione pel tratto di prudenza ch'Ella ha usato trattenendosi in casa ad una finestra nell'occasione della marcia trionfale con cui prima della vittoria le nostre milizie volontarie coi rispettivi cappellani maggiore e minori hanno voluto fare il loro ingresso m cotesta città. Così anche ciascun altro di cotesti nostri Confratelli avesse in tale circostanza saputo imitare la di lei prudenza, che avrebbero per tal modo evitata la necessità di una pubblica comparsa per verità poco conveniente a religiosi, qualora non si trovino in qualche guisa impegnati per una qualche straordinaria e superior missione quale potrà forse essere il caso del P. Gavazzi intorno al che io né posso né voglio giudicare. Quanto al P. Bassi intorno al quale V. R. mi dice che aspetterà intanto da me la debita licenza per sua quiete coll'annuenza di proseguire il suo viaggio, mi occorre di significarle che siccome licenze di tale fatta eccedono le attribuzioni anche più largamente intese del Generale cosi io mi atterrò come la R. V. al partito del tacere come il più ovvio e migliore nelle attuali circostanze: bene inteso però che appunto per la qualità delle presenti circostanze dal mio silenzio né si debba né si possa trovare alcun argomento di approvazione per la parte mia riguardo a quello che già si è fatto e si farà in seguito dall'individuo in discorso dopo la sua partenza da Ancona