Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno
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1935
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pagina
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922
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922 Egilberto Martire
il relativo memoriale datosi dalla Congregazione nostra e da una tale unione risulterebbe che la pontificia disposizione sotto il nome di secolarizzazione porta realmente una espulsione, cosa che porta seco una certa odiosità per la quale potrebbe maggiormente dispiacere a quei due nostri confratelli, perciò io nell'interesse del loro decoro crederei che convenisse loro di richiedere a proprio nome questa S. Congregazione della perpetua loro secolarizzazione con apposito memoriale che verrebbe sicuramente graziato e si potrebbe poi da loro produrre senza verun discapito del loro decoro. E qualora venisse adottato questo ripiego che a mio parere sarebbe conveniente pel sovraccennato riflesso io ben volentieri ometterei la presentazione del rescritto già ottenuto. Bisognerebbe però che al più presto mi si mandassero li nuovi memoriali scritti od almeno sottoscritti dai due individui, di cui si tratta. Siccome poi ignoro l'attuale dimora di ciascun di essi e d'altronde l'anzidetto suggerimento potrebbe per avventura venire più facilmente accolto da medesimi qualora venisse loro offerto dalla R. V. od a suo nome od anche a mio nome quindi ho strinato bene di esporglielo e di pregarla da darne la relativa comunicazione a cui spetta, ecc., ecc.
Dev.mo ed aff.mo Conf. F. M. Caccia, P. Generale,
IX.
Da lettera del P. Caccia al P. Venturini.
Roma 12 agosto 1848.
Sono debitore di riscontro alla R. Y. per le due ultime car.me sue del 31 pp. e del 5 corrente. Quanto alla prima le sono grato dei particolari ragguagli e riflessi comunicatimi intorno ai PP. Gavazzi e Bassi. Finora non si è dato corso ai rescritti relativi a questi individui né saprei ben dirle quanto ancora se ne differirà Fasecuzione la quale però non si potrà ammettere sia perchè io posso bensì differire per qualche tempo ma non tralasciare l'eseguimento di quello che da questa mia Consulta si è giudicato conveniente e come tale implorato dalla suprema autorità pontificia e sia ancora perchè io purtroppo divido con lei la diffidenza di potere fare rinsavire gl'individui di cui si tratta; della quale diffidenza Ella mi faceva questa confessione in una delle recenti sue comunicazioni. Ho saputo ultimamente che il P. Gavazzi da Milano era passato a Genova dove un Commissario di polizia con alcune guardie ne faceva inchiesta ai nostri del Coli, di S. Bartolomeo, i quali per allora non ne avevano notizia ma leggevo ben tosto che trovavasi in un albergo della città e che da quel governo gli si era proibito di predicare. Se però è vera la notizia qui sparsa della rivoluzione di quella città con totale defezione dal governo di Carlo Alberto dubito assai che quell'interdetto di predicare venga osservato dall'individuo in discorso. Del P. Bassi non ho più inteso parola, ecc., ecc.
Francesco M. Caccia, P. Generale.
Da lettera dello stesso in data 9 dicembre:
B. Trovandosi il P. Generale incomodato per leggiera infermità, la quale però
l'obbliga a guardare per oggi il letto, supplirò io, alla meglio, accennando alla R. V.
qualchecosa relativa alle sue ultime, ecc., ecc..
Dev.mo D. Carlo Stellati B.
P, S. Mi dimenticava di dirle che, tempo fa, il Bassi, per via di terza persona, fece interrogare il P. Generale, se volesse mandargli il celehret. Questi gli fece rispondere, che per questo bisognava rivolgersi al Card. Arcivescovo di Bologna.