Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO ; GAVAZZI ALESSANDRO
anno <1935>   pagina <923>
immagine non disponibile

La predicazione patriottica dei barnabiti Bassi e Gavazzi 923
Da lettera del P. Bassi alle Signore Leoncsi, in Bologna,
(dal Campo.... 1849).
...In Rieti ricevetti dall'eroe Garibaldi maggiori accoglienze che io non potea desiderare, non che mi provo a descrivere. SI sì l Garibaldi è l'eroe più degno di poema, che io sperassi in mia vita vedere.Le nostre anime si sono congiunte, come fossero state sorelle in cielo prima di ritrovarsi nelle vie della terra. Siamo qui nelle veglie di guerra : 1 a mia voce è desiderata e cara, e non sirimane: ho già parlato in pubblico, e troppo più devo parlare dimani o dopo. Ma questi confini napoletani, questo campo contro gli sgherri nati in Italia a un beccaio di re, non è per la poesia dei nostri animi. Tutti fremiamo di correre in Lombardia o Genova: e io fremo sovra tutti, che credo colà la guerra grande e il nemico degno di tanto valore, non qui: e di più sento che trapas­sando noi di Bologna, Bologna mia risorgerebbe dall'onta presente e dal fango, bella e cara e onorata come altra volta.
(Data del timbro Bologna 13 aprile 49).
Questa lettera trovasi con altra al Museo del Risorgimento di Bologna.
XI.
19 luglio 1849.
B. Stimatissimo Padre. Se tempo mi fosse dato, ed avessi volontà di ritornare colla memoria sui giorni del dolore, avrei a scriverle sì lunga lettera, ecc., ecc.. Ella brama sapere di Bassi e di Gavazzi. Il primo fa Cappellano dell'Esercito di Garibaldi: vestiva da Ufficiale colla Plus rossa, e lo Squadrone al fianco: con questo abito fece sul pulpito di S. Lorenzo in Lucina l'elogio funebre di Manara, e disse tali bestialità, che lo stesso Gavazzi asserì non potere più il Bassi dopo quel discorso rimanere in Roma. Ciò fu il 2 del corrente: la sera partì Garibaldi: Bassi non più si vide, e crederei sia partito con lui, ecc., ecc.
Da Roma il P. Venturini scriveva questa lettera, firmata P, V.9 indirizzandola a se stesso, cioè al P, Venturini Provinciale di Bologna; poteva così far giungere le notizie ai confratelli, senza svelarsi.
xn.
Lettera di P. V. al P. Venturini.
Bologna S. Lucia 11 agosto 1849.
B. Il M. R. P. Provinciale tornato ora da Riolo, e molto occupato, la riverisce* e le fa sapere la disgrazia avvenuta del P. D. Giuseppe Bassi, che catturato dai Tede­schi subì la pena della fucilazione nel giorno 8 agosto vicino alla certosa di Bologna. Fu egli assistito da un Cappellano della Parrocchia della Carità, si confessò, dimandò per­dono, e ritrattò qualunque cosa detta o scritta o fatta contro la Religione, la buona morale, ed i cristiani e religiosi sentimenti, protestò di morire nella vera fede della Chiesa Cattolica, apostolica romana, e disse che questa confessione si notificasse a tutti.