Rassegna storica del Risorgimento

PIAZZA ALESSANDRO ; GARIBALDINI
anno <1935>   pagina <930>
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Vittorio Adami
era il maggiore Ottaviano Marsotti, professore di fisica celeste molto avanti negli anni. Aiutante maggiore del battaglione era il capitano Molinari, un veterano napoleonico. Le compagnie ridotte a quattro erano così comandate: la la dal capitano Giorgini professore, capitano in 2a era il geologo Leopoldo Piella; la 2a era comandata dall'architetto prof. Guglielmo Martolini; la 3a dallo scienziato Luigi Varinotti e la 4a dal fisiologo Alessandro Corticelli.
Il giorno 24 aprile 1848 il battaglione universitario era sul Po; rimasero quindi in riserva a Castelluccio fino al 29 maggio.
U mattino del 29 maggio il battaglione partecipava ad una azione; ricevuto l'ordine di avanzare in colonna serrata verso il ponte di Cur-tatone, s'impegnava a fondo. Ma non ebbe la fortuna delle armi; dopo aver subito gravi perdite il battaglione riceveva l'ordine di ritirarsi su Goito, dove il sacrificio dei volontari toscani e del 10. di linea napole­tano rese possibile ai Piemontesi di preparare per il giorno dopo la vit­toria di Goito.
Al battaglione universitario toscano, per la sua splendida azione venne concessa la medaglia d'argento al valor militare. *)
*) Nel 1857 Luigi Ceccarini comandante il battaglione universitario romano a Vicenza ed a Venezia nel 1848-49 pubblicò un progetto di organizzazione del batta­glione universitario italiano per la guerra d'indipendenza del 1857 (Torino, Tip. scola­stica di Sebastiano Franco e figli, 1859).
Egli voleva costituire Un battaglione di fanteria leggera di 1144 uomini formato in 8 compagnie della forza di 120 soldati comuni per ognuna. L'obbligo e la durata dell'arruolamento, la disciplina, le somministrazioni in denaro e in natura avrebbero dovuto essere regolate dalle leggi in vigore per i volontari della Guardia Nazionale mobile piemontese.
La spesa del vestiario sarebbe stata a carico degli arruolati, l'armamento invece sarebbe stato dovuto al corpo da una società di benemeriti cittadini coadiuvati dalle municipali elargizioni.
A spese della nazione sarebbe rimasto il mantenimento delle armi e del vestiario durante la guerra.
Originali nell'uniforme proposta i pettorali e i cosciali di pelle di capra col suo lungo pelo che dovevano sostituire i cappotti.
Come armamento il battaglione universitario avrebbe avuto una carabina a culatta mobile sistema Lefaucheux lunga 1 metro e 90 millimetri con la canna lunga 70 centimetri, col diametro progressivo dell'anima da 15 millimetri alla culatta a 13 millimetri alla bocca, solcata da quattro righe spirali sopra un passo di un metro e 50 centimetri.
Le munizioni sarebbero state così portate : 10 cartuccie nella giberna e 30 in apposite scatole di latta innestate al di sotto dello zaino.
Novità importante Ogni soldato avrebbe dovuto portar seco uno strumento piccolo da guastatore. Le manovre avrebbero dovuto essere regolate dalle teorie in uso per le truppe di linea del Piemonte.