Rassegna storica del Risorgimento

BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno <1935>   pagina <971>
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Libri e periodici 971
mette in luce le correnti politiche che agitavano la Spagna e gli sforzi riformatori di Filippo V; la terza su V Inghilterra (1698) di Giovanni Antonio Giustiniani, la quarta sulla Francia (1705) di Negrone Rivarola, dedicata esclusivamente alla Corte di Parigi; e la quinta sull'Olanda e l'Inghilterra (1707-1710), svolta da Benedetto Viale, che è una delle più importanti e complesse di quel periodo. Il Viale era stato mandato all'Aja e a Londra per assicurare, nella non lontana congiuntura dei trattati di pace, la libertà dei mari alla Repubblica e procurarle qualche avanzamento nello acquisto del Finale. Uomo d'ingegno, di rara energia e laboriosità, il Viale studiò uomini e istituzioni, fece breccia nel mondo anglo-olandese e con un lungo lavoro riuscì a scalzare le prevenzioni che le due Corti avevano contro Genova.
Le relazioni venete sono due. La prima di G. F. Morosini (1707), l'altra di Lorenzo Tiepolo (1713), e riguardano entrambe la corte di Roma. Mentre quella del Morosini ci permette di controllare i giudizi contenuti nella precedente relazione di Nicolò Erizzo (1702), che al Ranke servì per esprimere il suo severo giudizio sulla capacità e la condotta politica di Clemente XI, e che poi il Po metti e il Pastor svalutarono e infirmarono; l'altra del Tiepolo studia a fondo l'ambiente del Sacro Collegio, analizzan­done con grande acume i caratteri, le tendenze e le influenze personali e denunciando gli inveterati abusi della Chiesa.
CABLO ZAGHI
PIETRO NURRA, La Coalizione europea contro la Repubblica di Genova (1793-1796). Saggio storico con documenti inediti. (Atti della Società Ligure di Storia patria, voL LXII); Genova, Società Ligure di Storia patria, 1933, in-8, pp. 293.
Studio notevole, questo del Nurra, anche se nell'impostazione apertamente pole­mico, sia per la varia e vasta documentazione raccolta, che va dall'ingente Collezione storica posseduta dalla R. Biblioteca Universitaria di Genova, ai 104 dispacci dell'inca­ricato russo a Genova relativi agli anni 1793-'94, che FA. pubblica in parte nella traduzione francese in appendice al volume (le lettere, però, non essendo presentate nel loro testo originale, potevano essere tradotte direttamente in italiano); sia per la serena ed acuta trattazione di un periodo storico fino ad oggi non ancora studiato a fondo, mal compreso e, ancor peggio, mal giudicato da quasi tutti gli storici.
Partendo dal concetto, ampiamente illustrato nell'ultimo capitolo del volume (La politica internazionale della Repubblica genovese nella seconda metà del XVIII secolo), il quale poteva benissimo aprire il libro, che la politica ligure nei riguardi della Francia rivoluzionaria corrisponde all'orientamento generale della politica geno­vese nel Settecento, il nostro storico, attraverso una serrata disamina delle condizioni della Repubblica nel XVIII secolo, dimostra, con ricchezza di argomentazioni, che alla vigilia della Rivoluzione francese, Genova, per ragioni storiche, politiche e com­merciali seguiva una politica opposta a quella dell'Austria e dei suoi alleati, che questa non fu debole e tentennante, come finora la giudicarono gli studiosi, dal Gaggiero al Franchetti, dal Gaffarel all'Olmo, ma oculata e prudente, e che la dichiarazione di neutralità fatta dalla Repubblica non deve intendersi come ultima risorsa di stati in decadenza , ma come un atto di politica realistica, intesa a salvaguardare, con qualunque mezzo, gl'interessi e l'indipendenza della Repubblica, che la Coalizione, per gli Stati che la componevano, non avrebbe mai potuto, né tutelare e tanto meno difendere.
Nella seconda metà del Settecento le direttive della politica internazionale geno­vese erano ben precise: antagonismo politico con l'Austria, perdurato immutato per tutto il secolo e sopravissuto anche in seguito, sia per la cessione che Vienna aveva fatto al Piemonte dei diritti sul marchesato del Finale, che la Repubblica agognava