Rassegna storica del Risorgimento

BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno <1935>   pagina <974>
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Libri e periodici
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Ma oramai il destino della Repubblica è segnato. Dinanzi all'offensiva, che nel giugno *94 le truppe anglo-austriache preparano per far fronte alle armate francesi delle Alpi e d'Italia che minacciano il Piemonte, e alla probabilità, data quasi per -certa, di una possibile intesa con Genova, la Francia si preoccupa; il 18 luglio ha luogo una lunghissima conferenza con l'ambasciatore genovese a Parigi, Boccardi, per cono­scere l'atteggiamento della Repubblica nel caso di un conflitto, e si domanda formal­mente che Genova, per l'insufficienza delle fortezze nella riviera di Ponente, collochi batterie di cannoni sulla costa, mentre s'incarica il Bonaparte di una missione politico-militare, allo scopo d'indagare sulle fortificazioni di Savona e di Genova e sulla con­dotta del rappresentante francese, in Francia variamente giudicata. La Repubblica dichiara di volersi mantenere neutrale, nonostante che in seno ad essa si dibattano pareri discordanti e che un forte partito favorevole alla Coalizione brighi per dare Genova in mano degli Austro-sardi. Ma la battaglia di Dego e l'occupazione francese della Riviera, effettuata nel settembre '94, mentre faceva abortire l'offerta di colla­borazione inglese avanzata dall'Inghilterra, metteva definitivamente la Repubblica "in balìa dei Francesi, e così la neutralità genovese veniva a cessare. Non terminavano per questo gli intrighi delle potenze coalizzate. Nei primi del '95 gli Austrorussi* tentavano di assicurarsi la cooperazione della Repubblica nella imminente ripresa delle ostilità e anche a guerra dichiarata il generalissimo Devins cercava di ottenere -dalla città la medesima assistenza data ai Francesi; ma la Repubblica, ferma nella sua decisione, non si lasciava smuovere nemmeno davanti agli atti di brigantaggio degli Austriaci e alle verbali dichiarazioni di voler ristabilire sulla Repubblica l'autorità imperiale. Le continue angherie e la ripresa del blocco da parte degli Inglesi dovevano anzi precipitare le cose. Nel settembre '96 Genova escludeva dai suoi porti tutti i legni inglesi e autorizzava il proprio inviato straordinario a Parigi, a preparare un trattato con la Francia. H trattato, sottoscritto il 9 ottobre, sanzionava ufficialmente la fine della neutralità genovese, virtualmente cessata due anni prima
CARLO ZAGHI
CARLO ZAGHI, Gli Atti del Terzo Congresso Cispadano di Modena {21 gennaio-1 marzo 1 797); Serie I, Volume XII della Collezione storica del Risorgimento Italiano; Modena, Società Tipografica Modenese, 1935-XIII, in 8, pp. VHI-390. lire 15.
L'esplorazione accurata e sistematica che Carlo Zaghi va compiendo del copioso e prezioso materiale documentario esistente nell'Archivio dell'exLegazione di Fer­rara, in deposito presso quella R. Prefettura, reca ottimi e succosi frutti agli studi di storia del Risorgimento. Dopo i diligenti lavori sul Congresso Cispadano di Reg­gio e di Modena, sul Compagnoni e sul sacco di Lugo, l'A. pubblica gli Atti del Terzo Congresso Cispadano di Modena, finora inediti, rilevandoli su di una copia sincrona, autenticata da G. Sacchetti, uno dei scgretani del Congresso medesimo. I numerosi documenti allegati a corredo degli Atti ed altri importanti documenti riguardanti la storia del Congresso e gli Atti del Comitato di Verificazione raccolto in Bologna, tut­tora inediti, faranno parte di un secondo volume a completamento di quello ora pubblicato
Una sobria introduzione storica orienta il lettore sul preciso momento politico in cui il Terzo Congresso Cispadano ebbe luogo e sulle difficoltà di procedere alla compilazione e pubblicazione della Costituzione per la Cispadana, tra le pressioni -e gli atti d'impero del Bonaparte e le resistenze municipali e reazionarie abbastanza