Rassegna storica del Risorgimento
BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno
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1935
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pagina
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977
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Libri e periodici 977
insegnare nel Collegio Gaggia. Più tardi dissensi ruppero gli accordi tra il Bosco ed il Gaggia; le ragioni non paiono ben chiare.
Le pagine del Battistini ove sono messe in special rilievo con notizie affatto nuove
l'attività come insegnante del Gioberti, le relazioni che legarono Gioberti al Gaggia ed
alla famiglia Quetelet, gli allievi ed i professori del Collegio sono tra le più interessanti.
Morto il Gaggia improvvisamente nel '45 il Collegio che durante 18 anni aveva tenuto così alto il nome italiano, chiuse i suoi battenti.
Il Battistini ha compiuto una nobile fatica. Potrebbe forse qualcuno giudicare
che "A. si sia perduto in notizie troppo minute ed abbia, per amore dell'argomento,
dato una soverchia importanza al Collegio Convitto Gaggia ma a me pare che non
siano mai abbastanza lodate quelle ricerche pazienti, sia pur dettagliate, che mirano a
svelare, chiarii e, esaltare l'opera esplicata in ogni campo dai nostri Italiani all'estero.
ADOLFO COLOMBO
ALESSANDRO SAPERLI, Memorie d'Africa (1883-1906); Bologna, Zanichelli, Bologna 1935XIII, (collezione Diari e memorie), pp. "VXI-256. L. 12.
È questo un libro di vita vissuta , scritto da un valoroso pioniere della nostra Eritrea, spirito alacre, cuore generoso, mente aperta a intendere e valutare, non solo le mille svariate contingenze militari e civili della vita coloniale, ma anche, e sopra tutto, il problema politico dell'acquisto da parte dell'Italia di una vasta funzione civilizzatrice nell'Africa orientale, nel tempo in cui, spezzatasi la tradizione salomonica sul trono abissino, l'Italia avrebbe potuto raccogliere la gloriosa eredità, congiungere attraverso l'altipiano etiopico le sue terre d'Eritrea e di Somalia e compiere in Abissini a una impresa di civiltà e una missione storica degna del nome romano. Il libro non si può riassumere, ricco come è di aneddoti e particolari: vi sfilano con netto rilievo, in una rassegna che è anche una sincera rievocazione, le figure più caratteristiche dei nostri ufficiali dei tempi di Crispi e Budini, e risorgono dal ricordo, un po' velato dal tempo, con vivacità suggestiva gli episodi della nostra guerra coloniale. Brevi battute polemiche, molta schiettezza di giudizi, rendono la lettura interessante e piacevole; l'A. del resto ha scritto non un libro di storia politica e di documentazione storica, ma una memoria autobiografica, in cui l'oggettività scrupolosa del vecchio soldato si mescola con l'apprezzamento dell'esperto e con la passione del colonialista. Di fronte a tanta Abissinia più o meno romanzata, che viene offerta ai lettori, la vita eritrea ed etiopica, quale appare da queste memorie, persuade ed attrae. La parte narrativa di episodi guerreschi e di penetrazione civile è bene intrecciata a tratti di colore, a descrizione di usanze e costumi; a pittura di luoghi e di caratteri. Quello poi che maggiormente piace e interessa è la rappresentazione viva del progressivo adattamento degli Italiani alle condizioni dell'ambiente coloniale e l'affettuosa rievocazione delle imprese eroiche delle bande irregolari, di cui il Sapelli fa energico organizzatore e valoroso comandante, in mezzo a rischi d'ogni specie e con altissimo senso di servire una causa piena di destino.
Chi negli anni della giovinezza segnò col cuore l'impresa cri spina e palpitò ai nomi di Baldissera e Baratieri, di Cassala e di Adua, leggerà questo libro con intensa commozione e s'imbatterà in cose e persone di un'Italia adolescente, ineguale e nervosa, e pur sempre agitata nei suoi sogni di grandezza e nei suoi dolorosi sconforti e smarrimenti; i giovani troveranno, meglio che aride notizie, pagine vibranti di vita vera, conosceranno nomini e fatti, vedranno il nostro passato coloniale in un riverbero di luce sincera e, pensando al presente, sentiranno la continuità delle grandi tradizioni italiane, temprando l'animo ad esempi fecondi e ammonitori.
GIOVANNI NATALI