Rassegna storica del Risorgimento
BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno
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1935
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pagina
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978
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978
Libri e periodici
Cesare Battisti, Inaugurandosi il Monumento Nazionale a Trento, XXIV maggio-MCMXXXV-XIII E. F.t a cura di E. MOSNA, Editrice La Legione Trentina. Quaderno della Rivista Trentino, n- 5, in folio, pp. 200, L. 5.00.
Mentre l'Italia unanime accompagna con mirabile apoteosi le spoglie di C. Battisti ai glorificati riposi del mausoleo sulla Verruca, i legionari trentini vollero ricordare tale storico evento colla pubblicazione di uno speciale quaderno della loro bella rivista ZI Trentino, dalle cui pagine numerosi collaboratori rievocano la figura dell* Eroe che consapevolmente si immolò nella certezza della vittoria.
U compilatore di questa pubblicazione, fitta di ben 200 pagine, riesci a render molto interessante il contenuto: in essa rivive così l'uomo, come l'animatore costante delle lotte e delle battaglie, che sovrasta nella storia come nella eroica epopea.
Alla Legione Trentina affluirono per tale opera alte e significative adesioni dalla Italia e da fuori: vi figurano cosi le fotografie con dediche di S. M. il Re, del Duce, di A. Starace, dell'ammiraglio Tahon de Revel duca del Mare, del maresciallo Pecori Giraldi, di Gabriele D'Annunzio, di Carlo Delcroix, dei Legionari istriani, del governatore militare di Parigi generale Gourand e del generale czeco Pesek . Ernesta Battisti, la donna che fu ed è la venerata raccoglitrice del pensiero e delle memorie del marito, inviò pure una rara fotografia di lui con una commossa dedica per la Legione.
Un ricco svariato materiale artistico fra cui un Dante di A. de Carolis con dedica di D'Annunzio e le riproduzioni antiche e recenti delle sembianze del Martire degli artisti Bonazzo, Perini, Tornasi, Ratini, Sacchetti, Minerbi, "Wildt, Benetti Foszer, si alterna agli squarci più importanti degli scritti e discorsi di lui, coi facsimili del suo indirizzo al Re, del verbale del processo con le sue memorande dichiarazioni e dell'ultima lettera al fratello Giuliano: sono pure riprodotte in facsimile le mirabili parole di D'Annunzio a commento della fotografia che rappresenta il martire fra isuoi carnefici che s'avvia sereno al sacrificio; completano ancora questo ricco materiale nitide fotografie, schizzi, proclami ecc.
Di legionari trentini o di combattenti sono gli articoli o i ricordi personali che illustrano i vari aspetti de la multiforme attività del volontario eroe.
Apre la serie il presidente della Legione Guido Larcher, spiegando lo scopo del quaderno commemorativo, quello cioè di porre in luce la severa armonia che impronta l'attività del Battisti al servizio dell'unico ideale della sua vita che conservò fino all'olocausto. Angelo Manaresi cita alcune frasi del martire di commossa ammirazione per il valore degli Alpini e ricordai morti e i vivi di quell'arma, pronta nel cambiato clima spirituale della nazione a nuovi cimenti. G. Larcher, in altro articolo, traccia le vicende del nobile apostolato battistiano durante il periodo della neutralità a favore di un risoluto intervento e della concordia degli animi per il conseguimento dell'agognata vittoria. Mario Scotoni, podestà di Trento, rievoca la strenna campagna sostenuta dal suo grande concittadino per l'erezione della Università italiana a Trieste. G. B. Trenner passa in rassegna l'attività culturale del Battisti enumerando tutte le iniziative svolte da lui in questo campo, animato sempre dal pensiero patriottico di eie vare il tono intellettuale del paese, di ricollegarlo alla vita spirituale della nazione. E che la sua mente fosse sempre tesa ad una operosità meditata e feconda ne è prova una serie di lettere pubblicate in questo stesso quaderno dal senatore Ettore Tolomei, lettere che Battisti gli aveva inviato dal fronte dell'Adamcllo nei primi mesi della guerra: scriveva all'amico che sperava in una prossima breve licenza di raccogliere il materiale per un libro sui precursori e martiri della redenzione di Trento. Per Giovanni Lorenzoni, che consacra al grande compagno alcune pagine di ricordi personali, il Battisti è l'espressione più alta dell'anima trentina: egli non fu nazionalista, ma italiano e così saranno anche i trentini ambiziosi di offrire all'Italia nel suo nome qualcosa di veramente proprio, giacché la missione del Trentino non è finita, è quella