Rassegna storica del Risorgimento
BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno
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1935
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pagina
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979
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Libri e periodici 979
di un paese di confine pericolosamente esposto ed ai trentini spetta sempre la custodia della porta più minacciata d'Italia. Livio Piorio ricorda le benemerenze del Battisti quale informatore delle autorità militari e l'attività sua presso il centro di informazioni di Verona: in quel periodo egli allestì una collana di sei monografie geografiche di varie zone militari che riuscirono utilissime allo Stato Maggiore. Antonio Piscel, il più intimo amico del Battisti, tratta il delicato argomento della redenzione economica e sociale del Trentino nel pensiero del martire, il quale dalle pagine del volume suo pubblicato allo scoppio della guerra Jl Trentino, cenni geografici, storici, eco-nomici ammoniva che alla indispensabile redenzione politica facesse seguito per volontà di popolo quella economica. H Piscel riconosce però che il cammino necessario per realizzare nei fatti la grande visione di Battisti non è stato ancora raggiunto, e promette che i trentini terranno, malgrado la crisi tanto sensibile nella loro regione, ancora duro, nella certezza che anche per loro verrà il giorno del grande proficuo lavoro. Alberto Colantnoni, riproduce e commenta un documento importante, cioè un'elenco di materiale bellico pervenuto nell'estate 1902 per ferrovia alla stazione di Trento, che Battisti si affrettò a spedire a Roma, sperando che tale elencazione tutt'altro che pacifica potesse servire a scuotere il governo del tempo, il quale per amore alla duplice alleanza tutto ignorava e nulla disponeva. Marte Zeni, che fu quattro anni redattore del giornale TI Popolo, descrive Battisti giornalista irrequieto e operoso; il senatore A. Dudan ricorda gli entusiasmi suscitati dal tribuno trentino durante le sue patriottiche conferenze agli studenti irredenti di Vienna, Graz, Innsbruck. H generale Publio Marchetti ampiamente descrive un interessante ignorato episodio, cioè il progettato sconfinamento di bande irregolari durante il periodo della neutralità, che non ebbe poi più luogo per l'avvenuta dichiarazione di guerra dell'Italia. L'apprezzato scrittore di cose militari, colonnello Reisoli, narra la storia della batteria Battisti, che, allineata sulla Verruca, salutò colle sue salve l'arrivo della eroica salma che quello storico colle serberà perennemente.
Altri scritti contiene l'importante, eccezionale pubblicazione: cioè ispirati versi d'occasione del dolce poeta Luigi Orsini, un fervido omaggio al martire di Trento della scrittrice francese Jane D'Hazon, articoli deE'ing. Ettore Fagioli progettista ed esecutore del mausoleo, di Manlio Belzoni sul colle della Verruca nella storia, del senatore Zippel, che narra le pratiche da lui fatte, quale primo sindaco di Trento redenta, per ottenere dall'autorità militare che quel colle venisse affidato alla sua città, di Bruno Emmert, in fine, con una nota bibliografica sull'attività irredentistica del grande Martire.
Da queste pagine questa grande figura della regione trentina, che dell'unità spirituale e materiale degli Italiani fu in ungili anni il profeta poi l'artefice e martire cosciente, spicca alta e solenne a monito ed esempio.
I legionari trentini ispirandosi alla sua passione continuano con patriottico fervore la loro nobile fatica come ne fa fede questa riescitissima pubblicazione fra il plauso e il consenso di tutti gli italiani, lo attesta Ernesta Battisti l'interprete più autorevole del pensiero del grande scomparso riconoscendo che il sogno e la fede di lui si perpetuano nella feconda operosità della Legione Trentina, lo attesta Benito Mussolini che dedica la sua fotografia ai legionari trentini fedeli alla
consegna di Battisti .
PIETRO PEDROTTI
ORESTE FEBRAEI, Martiri ed eroi trentini della guerra di redenzione; ed. dalla Legione Trentina coi tipi della Tip. ed. Mutilati ed Invalidi, Trento, IV edizione, 1935, in-8, pp. XVI-374, L. 50.
Dopo un sessennio di lavoro e di ricerche, il legionario trentino e mutilato di guerra Oreste Ferrari riusciva nel 1926 a dare alle stampe un volume sul contributo dei suoi conterranei alla guerra di redenzione. Ora è pronta la IV edizione, tirata