Rassegna storica del Risorgimento

BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno <1935>   pagina <983>
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Vita dell'Istituto
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piazza Venezia. I cordoni d'onore diatesi ai due lati delle vie arginano la folla. Dalle finestre di ogni casa il popolo guarda commosso il meraviglioso corteo passare. Gli applausi scrosciano frequenti e insistenti, ma più immediato che l'applauso è il saluto romano. Così il popolo dell'Urbe onora le insegne della Nazione armata. La marcia è rapida, e raggiunta piazza Venezia, i vessilli si dispongono su due schiere ai Iati della scalea dell'Altare della Patria, da dove saluteranno le duecento insegne dei Reggimenti disciolti che stanno per sopraggiungere.
Passano pochi minuti e poi di nuovo si odono squilli di attenti: è l'attenti della fanfara Reale che annunzia il Sovrano. Un grande scroscio di applusi lontani della folla trattenuta dietro i cordoni, il rullare serrato dei tamburi ripetuto successivamente da ogni reparto schierato: e il corteo reale preceduto dai trombettieri, fiancheggiato dai corazzie­ri, entra in piazza Venezia. Esso si compone di quattro carrozze trainate da sei pariglie. Nella seconda, innanzi alla quale cavalcali battistrada in livrea rossa come i cocchieri e gli staffieri, siede Vittorio Emanuele III, il quale ha accanto il Principe di Piemonte. Di fronte sono i due rispettivi aiutanti di campo gen. Asinari di Bernezzo e gen. Aymonino. Nella vettura seguente sono il Duca di Spoleto, il conte Mattioli Pasqualini ministro della Real Casa, il duca di Longano prefetto aggiunto di Palazzo, e il gen. Solaro del Borgo grande scudiere del Re. Il corteo è chiuso da un altro plotone di corazzieri a cavallo.
Le berline si fermano davanti alla scalea. Il Re scende e avendo alla sinistra il Duce sale verso la tomba seguito dal Principe di Piemonte, dal Duca di Spoleto e da tutti gli. altri personaggi venuti con lui e con quelli al seguito del Duce. H grido di Vivali Re, che si è ripetuto per tutto il percorso, si rinnova mentre le bandiere dei Reggimenti d'Italia si inchinano e squillano sempre le note della Marcia Reale tra salve di artiglieria.
Il Sovrano, giunto davanti alla tomba del Soldato Ignoto, saluta e sosta in atto di raccoglimento, poi si volge verso la piazza. Così fanno il Principe di Piemonte, il Duce e tutte le altre persone del seguito. Un'altra breve pausa di attesa poi di nuovo le note della Marcia Reale e di Giovinezza, cui succede la Canzone del Piave, riempiono la piazza. Si avanzano da via del Plebiscito le bandiere provenienti dalla Mole Adriana.
Dal ponte Sant'Angelo per il corso Vittorio Emanuele fino al largo Argentina un servizio d'onore era disposto ai lati della strada. Allargo Argentina le batterie pesanti campali erano schierate su un lato. Davanti alla Mole Adriana già prima delle 9 sono disposti i reparti del battaglione di scorta al corteo delle bandiere. Verso le 10 gli alfieri recanti le insegne sono usciti dal portone della Mole e il corteo, al comando del generale Guzzoni, comandante la Divisione granatieri, si è mosso fra il suono delle musiche e le ovazioni della folla. È da queste bandiere che dovranno essere scelte, come è noto, le sedici che il Re consegnerà ai Reggimenti recentemente rico­stituiti: il 127, 128 e 213 della Divisione Gavinana II i il 222, 146, e 224 della Divisione Peloritana II, il 239 e 240 della i< Sabauda II, il 95, 96 e 97, della Divisione Gran Sasso II , il 132 234 e 214 della Divisione Sila II , il 60 Fanteria che, sebbene costituito da oltre un anno, non ha ancora avuto la bandiera, e il 18 Bersaglieri a cui sarà assegnato il labaro. Lunga è la fila dei tricolori. Vengono poi i labari cremisi dei Bersaglieri e infine procede il fitto gruppo dei gagliardetti dei Reparti d'assalto disciolti dopo la guerra. Le nere insegne sono portate da exufficiali delle Fiamme nere che hanno partecipato alla guerra. Qualcuno di essi ha una gamba di legno, ma non perde il passo.
La marcia per il lungo percorso si svolgeva p .isso rapido e mentre la folla non si stanca di applaudire. La testa del corteo giunge apiazza Venezia. Le bandiere passano fra la commossa attenzione della folla, salgono la scalinata marmorea e, giunte sulla spianata, si abbassano una prima volta davanti al Sovrano, una seconda volta davanti alla tomba. Sta per cominciare la seconda parte del rito che si svolgerà nell'interno del monumento.
Il Sovrano, i Principi, il Duce e i loro seguiti, i Marescialli d'Italia e i coman­danti d'Armata dalla gradinata di destra entrano nella sala delle bandiere e si schie­rano di fronte alle grandiose custodie. Ognuna di esse ha parecchi anelli a cui devono