Rassegna storica del Risorgimento

anno <1935>   pagina <6>
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de Vecchi di Val Cismon
sono
tattii segni precursori di un domani immediato o mediato,
ma ben anche quelli dell'oggi e più ancora quelli del futuro. Non è dubbio infatti che l'Italia assolverà ancora una volta alla sua antichissima funzione di ponte lanciato dalla nordica Europa verso il mezzodì, operando come opera verso il Mar Rosso e l'Oceano Indiano. La funzione esercitata dalla Sicilia dell'anti­chità o dell'evo medio o del moderno rispetto al mondo euro­peo può rassomigliarsi a quella cui fu inesorabilmente, fatal­mente destinata la più grande Somalia dal giorno della rivo­luzionaria sua unità territoriale e spirituale conquistata per ordine del Duce in Regime fascista.
Abbiamo avuto successo perchè questi sono i fatti, e perchè di questi fatti è intessuta la tela indistruttibile della storia. Non avremmo avuto ragione se avessimo badato ai nasi più o meno arricciati al vento di primavera ed alle solenni affermazioni cattedratiche di chi non può stare sulla cattedra in un'epoca nella quale non si ha tempo da perdere e bisogna far presto. Guai se ci si dovesse occupare ancora a rivedere la formazione di marcia quando ci è necessario invece camminare bene e sicuri sulle vie del destino, mentre il popolo ha per sua guida uno di quei Capi che non tutti i secoli donano neppure all'Italia madre dell'ingegno! Ruit hora.
Cosi è che l'Istituto del Risorgimento ha una formazione sua al centro ed alla periferia: per battersi meglio nel campo degli studi, strumento del Regime al quale vuole servire come illustrazione storica e come lievito di avvenire. Non per nulla l'Istituto custodisce l'Altare deUa Patria e vi conserva le ban­diere guerresche con tutto il peso della loro gloria e con tutte le certezze delle nuove diane di guerra.
Per battersi meglio: truppa leggera davanti ed ai fianchi deUa grande falange in marcia alla conquista del Primato e dell Impero.
de Vecchi di Val Cismon