Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; POERIO ENRICO ; MALTA
anno
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1935
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pagina
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12
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12 Alberto A. Ganci
titoli sono: Ettore Fieramosca; Bellini; Annibale; Orazio, Uccisor della Sorella.1) L'anno seguente scrisse un altro sonetto, Marco Botzaris,2) mentre che al 1842 appartengono i sonetti La Repubblica Fiorentina; Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri.**
Ancora a Napoli, nel 1839, sua madre, non potendo più sopportare il travaglio della vita, sola, senza il valido appoggio del marito, si suicidò.4)
Allora Enrico si dedicò anima e corpo alle lettere, e pia precisamente alla battaglia letteraria, scrivendo articoli biografici e d'estetica teatrale.5* Un altro sonetto appartiene al '43: Napoleone I, Sostegno a Tirannide.6* Fero sono trascorsi nove anni da che aveva inneggiato al Sostegno a Libertà .
*) Sonetti Itàlici, p. 710. rA
In Orazio, Uccisor della Sorella, il Poerio dimentica il liberatore di Roma, per rimproverare aspramente il tiranno domestico:
Ahi! che per troppo amar la patria terra Obliasti severo ogni altro affetto, Ed all'altrui ponesti eterna calma!
2)~0p. cit., p. 11. È quasi certamente sconosciuto ai cultori del filellenismo in Italia; come la tragedia omonima dell'altro esule italiano a Malta, Tommaso Zauli Sajani; perciò ho creduto opportuno riportarlo intero:
MARCO BOTZARIS
Se i Turchi in campo regge un vile sdegno. Vi ardono i Greci di sublime onore; E mentre in quelli è bramosia di regno, In questi è patria libertade e amore.
Ma loro grida morte: io tra voi vegno, Arbitra sola di sì gran furore. E il Turco spira di memoria indegno, Quando ogni Greco glorioso muore.
E Marco, di valore eterno esempio, Dal suol, ferito, più tremendo sorge A far maggior degli Infedeli scempio.
Ma cade, e del morire si conforta, Che nella propria tomba almeno scorge La greca libertà non ancor morta.
3) Op. cit., pp. 12-13.
j> J ?0t2 al 80nett0 A Giovannino Poerio premesso al dramma Cuor d'una Madre in Saggio di Teatro Italiano cit., p. 164.
) Op. cit., p.,6: E come già in molti articoli d'estetica venni esponendo.... */ Sonetti Italici, p. 14.