Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA ; POERIO ENRICO ; MALTA
anno <1935>   pagina <17>
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.Enrico Poerio - Cenni sulla vita e le opere di un esule, ecc. 17
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Creonte che subito dà il comando per l'arresto delle donne. Emone, innamoratissimo di Antigone, interviene:
Ti chiedo, Molle di pianto il ciglio, D'Antigone la vita Che tu minacci.
Ma Creonte, anche se in seguito ci parrà un bambolo, è un tiranno, diamine! e gli grida:
l:-
Insano! La tua pietà m'irrita. T'opponi a me tu ancor ?2*
ì.
Avviene il cozzo fra padre e figlio. Per poco non piangono ambedue. Intanto le guardie traggono davanti il tiranno le donne. Le Argive discolpano Antigone, e questa incolpa sé stessa. Emone cerca ancora commuovere il padre. Tutti si inteneriscono, facendoci aspettare uno svenimento universale, come direbbe l'Alfieri; ma Creonte è duro:
Più non mi scuote quella preghiera; Indarno ognuno pietà qui spera, E fie compito l'atro destino Che all'empie l'alma già decretò.S)
L'atto si chiude con il coro delle imprecazioni delle guardie e il pianto delle donne argive.
Il secondo atto ha luogo in una piazza di Tebe. E giorno. Emone, non sapendo a qualjpartito appigliarsi, scongiura il
i) Op. cit., p. 137.
2) Op. ciUt p. 137.
3) Op. cit., p. 143.