Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; POERIO ENRICO ; MALTA
anno
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1935
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pagina
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18
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18
Alberto A, Ganci
popolo tebano, sollevatosi in sommossa, perchè aspetti un
altro poco:
Ah! seguirvi io pur vorrei
Per salvar chi adoro in terra.
Ma non posso muover guerra
Cui di padre il nome io do,1)
Il popolo acconsente e parte. Emone incontra Antigone, fra le guardie che la traggono in carcere, e le parla:
Di Creonte io, sì, 5071 figlio, Ma non ho del padre il core; Vuo9 strapparti al tuo periglio, Vuo9 salvare a me Vonore?)
Però Antigone non può accettare perchè vuole ad ogni costo morire, e per quel giovane che tenta salvarla, ruggendo con leilon tano dal padre tiranno, non sente che un tantino di pietà. Tutto questo perchè lei è sorella a Polinice e lui figlio di Creonte, quasi che coloro che si sposino siano Polinice e Creonte. Ma Fama:
(L'amo, Famo,, e son costretta A frenar Vacceso cor. Infamata, maledetta Morirei per tale amor!)S)
Resta in vita, e me d'oblio Tu ricopri e sii felice, U fuggirti è dover mio, Son sorella a Polinice, Ma però non ti detesto, E di te sento pietà,
( parte con le guardie, ed Emone le segue tutto contristato), *
i) Op. cài, p. 145. 2) Op, cit., p. 146. a) Op, cit p. 147. *) Op, cit p. 148.