Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <20>
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Alberto A. Gauci
Suo padre lo rinnega. Antigone lo ammira; ma non può seguirlo. Emone non ne può più, ed esclama:
Ahi infelice! Entrambi voi
Congiurate a mia sventura. (ad Antigone) Tu morire, ingrata, vuoi,
Tu contrasti alla natura*
Ebben, paghi ambo sarete,
La mia morte voi vedrete;
Torni almeno, Emone estìnto,
Quella pace cKei sperai
Si ucciderà. Oh Dio! Ma piano, non oggi. (Infine Creonte chiama le donne (?), che circondano Antigone ed Emone esce agitatissimo).
La scena del terzo atto è la stessa del primo. Le donne argive sono liberate. Argia vuole, però, vedere Antigone:
Almen potessimo Prima abbracciarla, Se a noi soccorrerla Dato non è!**
Creonte concede questa grazia:
(E nuova gioja A me sarà lor pianto...) 4)
Ma Antigone non piange e nemmeno Argia che le promette che Adrasto, suo padre, la saprà vendicare. Intanto il popolo tebano, di dentro, schiamazza:
Su, compagni, su, venite i Ed Antigone vivrà.**
*) Op. cfc., p. 154. d'un tlmmo*!** ? pereKè Creonte chiama quelle donnei Ma, bizzarrie
*) Ibidem.
*) Op. cU. p. 156.
*) Op. cif.( p. 159.