Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <21>
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Enrico Poerio - Cenni sulla vita e le opere di un esule, ecc. 21
Emone acquieta il popolo, ma prima che egli giunga presso suo padre, Antigone viene dalle guardie tratta nel boseo. Emone tenta ancora commuovere il padre, gli consiglia di fuggire; poi, comprendendo la fine di Antigone, si pianta un pugnale in petto. Il popolo, inorridito, s'arresta, mentre Creonte si copre il volto dal raccapriccio.
H secondo lavoro drammatico fra le varie composizioni del Poerio, è un dramma in prosa in cinque atti, Cuor d'una Madre. Lo precede, come si è già detto, un sonetto dedica-torio A Giovannina Poerio, nel quale l'autore ci narra la morte volontaria della madre troppo angosciata dalla perdita del compagno. Benché non manchino dei tratti, qua e là, di squisita arte, il dramma è lungi dall'essere degno di venire rappresentato, specie dove entra in scena Augusto che non si sa precisamente se sia un poliziotto o un ficcanaso.
Il primo atto ha per titolo: La cerimonia nuziale. Il conte Rodolfo Firmini sposa, dopo una serie d'impensati accidenti Matilde, la figlia unica di Elisa Donati. La madre lo esorta di renderle felice la figlia, com'è, dopo tutto, dovere di un marito. Un senso di malcelata drammaticità traspare da questo primo dialogo. Augusto, cugino di Rodolfo, trovandolo solo, cerca di farlo parlare e spiegargli un po' perchè mai abbia quel viso cupo che sembra vada a un funerale. Rodolfo tace. Augusto, più incuriosito, indaga dovunque. Invece Matilde è tutta sorrisi perchè ama e l'amore la rende cieca. Si parte per lo sposalizio. Marianna, la cameriera, rimasta sola, prega Dio perchè non venga mai a sapere Matilde il segreto di sua madre. Arriva nel frattempo di sorpresa la marchesa Se-naldi, amica intima della signora Donati, che dapprima crede che sia Elisa a sposarsi. Però, quando gli altri tornano dalla chiesa, Elisa le confessa il suo sacrificio. Sua figlia, senza
1) Cuor d'una Madre, Dramma in cinque atti, Napoli 1845, in Saggio di Teatro Italiano cit., pp. 163-231.