Rassegna storica del Risorgimento
VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1935
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Alberto A. Gauci
Dopo tutto, il dramma è assai più 8eno à< Antigone, e si può facilmente constatare un progresso nella tecnica teatrale Ma è assai chiaro che per tirarlo a cinque atti, ci sono voluti degli sforzi erculei. Infatti in tre atti, togliendo le scene di Augusto che non mi va giù specialmente con quel matrimonio combinato su due piedi, si può condensare meglio il dramma. Però ai suoi tempi un dramma di tre atti non era considerato gran che. Perciò, forse, il Poerio ci mise tutta la materia che potè tirare dalla sua fantasia.
Due anni dopo, nel 1847, si accinse a una maggiore fatica, componendo una tragedia in cinque atti, Lucrezia Mazzanti, intorno all'assedio di Firenze del 1529.x) E la tragedia del tipo più in voga aUora. A giudicarla oggi, si troverà poco da dire in suo favore; ma, inquadrata nella letteratura del tempo, forse ci parrà meno indegna, più scusabile.
H primo atto è nelle stanze del Palazzo Palmieri. Lucrezia, trovandosi sola e lontana dallo sposo, Jacopo Palmieri, gonfaloniere del Vajo del Quartiere di Santo Spirito, è riassalita dalle solite paure per la sorte di Firenze, cinta d'assedio dalle milizie di Carlo V e di Clemente VII che tentano ricuperare la città per la causa medicea. Ludovico Martelli,2) il poeta, viene in cerca di Jacopo e le confida che non spera nulla dall'aiuto di Malatesta Baglioni:3)
...Ei, che tiranno un giorno Fé inorridir Perugia, a noi potria Libertà ridonare? È libertade
i) Lucrezia Mozzanti, tragedia in cinque atti, Napoli 1847, in Saggio di Teatro Italiano cit., pp. 287-342. Vi è pure un sonetto del 1844 sullo stesso argomento, come si è già avvertito.
2) Ludovico Martelli, nato nel 1499 a Firenze, morto nel 1527 a Salerno, è autore d una celebre tragedia la Tullia e di Rime. Figlio di Lorenzo Martelli, anelava ardentemente la libertà di Firenze.
3) Sul Bagiioni il Poerio aveva già composto un sonetto nel 1844 a Napoli, che poi venne incluso nei Sonetti Italici. In questo si racconta il tradimento apostrofando il Malatesta: Era in te istinto infamia e tirannia.