Rassegna storica del Risorgimento

VITTORIO AMEDEO II RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <27>
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Enrico Poerio - Cenni su la vita e le opere di un esule, ecc. 21
E Ludovico gli risponde:
Ma non sarian Pempie sue voglie piene. Se d'Italico sangue alcuna stilla Snaturato tu avessi entro le vene.
Ercole, pallido, esce dalla tenda. Ludovico gli si scaglia addosso, ma Bentivoglio lo frena e gli confessa:
...Io consigliato fui Di pugnar giovanetto per Clemente... E un dì splender doveva agli occhi miei Più chiaro il vero! Appena io vidi sangue Di fratelli, Vardor mi venne meno.
Martelli, intenerito, gli apre le braccia e gli racconta: morto è Palmieri; Recanati l'ha ucciso, rapendogli la consorte, nella quale ha riconosciuto la donna amata. Bentivoglio, per salvare il nuovo amico e con lui tramare per la libertà di Lucrezia, lo nasconde nella tenda.
Atto terzo: altra parte degli accampamenti. L'interno di un luogo munito dove è acquartierato il Recanati. Lucrezia, sola, piange la sorte a lei ignota dello sposo, quando s'ode di dentro la voce di Bentivoglio che le canta una sestina per indurla a sperare. Il Recanati la raggiunge e tenta di com­muoverla col suo amore. Ma la donna si mostra sdegnosa:
...Se la sorte volle Che in tuo poter venissi, il dritto hai solo D'uccidermi.3*
i) Op. cit.f pag. 307. Ancora siamo avvertiti che questi versi sono del Martelli, ma un'altra volta il Nostro omette di dirci il luogo donde l'ha tolti. Ho cercato nel volumetto, Opere di M. Lodovico Martelli corrette et con dilìgenlia ristampate. Aggiun­tovi il quarto di Virgilio, tradotto dal medesimo. In Firenze appresso Bernardo Di Giunta, di maggio nel M D XLVIII; però non sono stato tanto fortunato da rintracciarli.
2) Saggio di Teatro Italiano cit., p. 309.
3) Op. cit., p. 312.