Rassegna storica del Risorgimento
BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno
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1935
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pagina
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32
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Alberto A. Gauci
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L'anno seguente, 1848, pubblicava a Napoli, il Catechismi Popolare, scritto in senso liberale religioso . ? H 29 maggio come luogotenente di un battaglione di volontari napoletani combattette nella famosa battaglia di Curtatone contro gli austriaci di Radetsky.2) Ferito non tanto gravemente si rifugiò
ma
andare senza risparmio di fatica e di tempo investigando la verità delle cose, e quella senza crescerla o menomarla raccontare, io so per certo che costei non era fanciulla, ma donna d'un vel circa a quarant'anni, benché formosa e fresca molto; so che non era vergine, ma maritata; chiamavasi per nome Lucrezia de' Mazzanti da Fighine; il suo marito aveva nome Jacopo, chi dice de' Palmieri da Firenze, e chi del Civanza da Fighine. Costei fu presa sopra l'alpe di Cascia, e in quel medesimo giorno era stato fatto prigione il suo marito, non sappiendo l'uno dell'altro. Quegli che prese il marito lo menò nel castello, o piuttosto villaggio dell'Ancisa; quegli che fece prigione lei, il quale si chiamava capitan Giovambattista da Recanati, la condusse nel borgo pur dell'Ancisa in sull'Arno, e la teneva ben guardata; ma avendole detto che egli voleva per ogni modo ch'ella quella notte si giacesse con esso lui, ella di ciò contenta mostrandosi,gli chiese di grazia che la lasciasse andare al nume a lavar certi suoi panni, ed egli, pensando ad ogn'altra cosa che a quello che avvenne, le diede licenzia, mandando però con esso lei un suo ragazzino per guardia. Costei giunta all'Arno, il quale per cagione delle piogge era allora assai ben grosso, facendo sembiante d'alzarsi i panni di dietro per cominciare a lavare, s'arrovesciò la veste in capo, e cosi coperta e inviluppata si gettò nel fiume e annegò .
Storia Fiorentina di BENEDETTO VABCHI, cit., voi. I, libro X, p. 435-437. Faccio seguire la nota del Sartorio, a pp. 436-437:
a Altamente fu lodata Lucrezia, e alcuni giovani ingegni fiorentini pieni di patria carità, durante l'assedio composero molti epigrammi in onore di lei. Quello che si attribuisce al Varchi è il seguente:
Perderet intactum ne Virgo Etrusco pudorem In rapidas se se praecipitavit aquas.
Cumque foret coélo ter reddito flumine ab imo Impavidum toties obruit amne caput.
Quid dicam? Semel amisso Romana pudore Tusca ter, integra virginitate perit. i Dopo 309 anni all'Incisa venne posta una splendida iscrizione ricordante l'atto magnanimo deUa Mazzanti per cura di Antonio Brucalassi, accademico della Crusca .
vm?! LetL e doc' cit* fc Archivio Storico per le Provincie Napoletane, anno XLII (1917), p. 278.
Ai ìJÌ-B5* aetU e doc- cit" P* 278. Vedi anche dello stesso Una Famiglia wt r f gfii St0rkie mm, Sec. Ediz. Riv. Bari, Laterza, 1927, p. 76, "7,17" "Sergio scrive di Enrico in Lombardia. Nella stessa pagina più Sau2 tn? lett*ra della Sossisergio al nipote Enrico: Caro Enrico, sei nuovo S 1WÌ! TuUa rEu"*a è * imbusto; la lotta sarà orrenda, universale e lunga: bisogna aver coraggio, e fiducia nella Provvidenza .