Rassegna storica del Risorgimento

BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno <1935>   pagina <33>
immagine non disponibile

Enrico Poerio - Cenni sulla vita e le opere di un esule, ecc. 33
a Firenze con l'intenzione di ottenere la cittadinanza ed entrare nell'esercito. Nello stesso anno componeva una com­media in tre atti in prosa, Celibato e Matrimonio.
Enrico Poerio, come tanti altri, si era offerto con l'entusia­smo della sua giovinezza, anima e corpo alla patria. Aveva rischiato la vita ed era uscito salvo dalla prova suprema. Dopo di aver affermato sul campo di battaglia come il suo amore di patria non consistesse solo nelle parole, ma anche nei fatti, noi aspetteremmo da lui qualcosa di serio, più inti­mamente sentito. Invece quello che ci dà, è una commedia in prosa in tre atti. Ma, ripensandoci su, forse ci potrebbe parere umano lo scoppio di risa dopo tante lacrime, perchè proprio in queste alternative si rispecchia la vita.
Questa commedia, che oggi, cambiati come sono i gusti teatrali, si direbbe una farsa, ha per eroe un giovanotto di quelli che temono il matrimonio; e, se non fosse per il carattere troppo metastasiano della signorina, la potrei trovare assai consona ai nostri tempi.
La scena per tutti gli atti è la stessa: un salotto in casa del Conte Montefiorito. Bernardo, servo di Enrico Dolci, ha portato un biglietto per Luisa, figlia del conte. Alberto nipote di Montefiorito, rincasa dopo una nottata di gioco, e sorprende Bernardo che aspetta una risposta al suo biglietto. In breve viene a conoscenza di tutto e, poiché anche egli è innamorato della cugina, medita un piano per sventare il gioco di Enrico a suo favore. Raggiunto da Luisa con parole accorte invano tenta di farla parlare. Enrico, indi, arriva e, trovandola sola, le confessa il suo amore; però non vanno d'accordo, perchè essa pretende che lui parli prima col padre, mentre egli desi­dera che trascorra un po' di tempo. Arrivano lo zio e Alberto,
t) Celibato e Matrimonio, Commedia in tre atti, Firenze, 1848, in Saggio di Teatro Italiano cit., pp. 233-286. Su questo soggiorno di Enrico in Toscana vedi un'altra lettera della Sossisergio a lui in B. CROCE, Una Famiglia... cit., pp. 76-77.