Rassegna storica del Risorgimento

BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno <1935>   pagina <36>
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Alberto A. Gauci
libero regime comunale in Padova, quando, dopo la cacciata dei magistrati imperiali del Barbarossa, venne eletto il primo podestà Alberto degli Osi milanese. j
La tragedia è il tipo perfetto nella forma se non nel con­tenuto di quella in voga ai tempi del Risorgimento. Trovo tutta la bella compagnia dell'eroina impavida, del tiranno stupido, dei liberatori con a capo l'eroe innamorato. Però se la forma è quasi perfetta, ci delude non poco il contenuto. Invece del movimento così solito al Poerio, ci sono i dialoghi lunghi all'uso alfieriano; ma per i dialoghi ci vuole più che la buona volontà. Inoltre i caratteri, specialmente quello del tiranno che rassomiglia a Creonte dell'Antigone, non sono affatto delineati bene. Il tiranno in certe scene ci fa più pietà che l'eroina, la quale appare troppo fredda nella sua idea fissa della patria e dell'amato. Le manca tanto l'ardore della parola, che talvolta ci sembra una modella in posa.
L'atto primo è in casa dei Dalesmanno. Il Conte Pagano, tiranno di Padova, Beatrice confida un giorno al fratello Dalesmannino, la segue ogni mattina in chiesa, mormorandole parole d'amore. A me non pare tanto facile immaginare un tiranno in una tale passeggiatala deliziosa ! Dalesmannino le consiglia di recarsi al tempio, ma con una fida scorta di soldati. H Conte di Collalto, arrivando in cerca di Dalesman­nino, conferma il fatto. Sedendo commensale in un banchetto del tiranno, lo ha udito nominare Beatrice. Mentre la donna va al tempio, i due uomini sono raggiunti da Rolando, zio di Beatrice, che diflida di Collalto; ma Dalesmannino lo ras­sicura. Stanno discutendo sulle sorti di Padova vessata dal Vicario di Federico Barbarossa, quando entra trafelato Er­manno degli Altichieri, gridando: ]
Aita, Dalesmannin, Rolando /...
l) Op. cit., p. 56.