Rassegna storica del Risorgimento

BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno <1935>   pagina <40>
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Alberto A. Gauci
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A he Collalto, Ermanno e Gualtiero sono di parere contrario.
...È Uh ertetele Frutto che coglie un popolo, se il volle H Prima innaffiar del proprio sangue... x>
Rolando e Rambaldo cedono dinanzi ai più giovani: A me, a Rambaldo (alzandozi con gli altri) Duro non torna il cedere alle vostre Vive ragioni, e al vostro maggior voto. Padova or sa che far si deggia. Io volli Di prudenza parlar miti parole. Non per amor dello straniero. 2)
Indi la congiura si scioglie. Rolando parla di Beatrice col nipote: vuole mandarle una parola per rassicurarla. Dalesman-nino si ricorda di un servo antico di suo padre, ora al servizio di Pagano, che certo non sdegnerebbe di aiutarlo.
La scena dell'atto quarto è la stessa del secondo. Dalesman-nino riesce a trovare il servo Ferrante, uomo che muta ban­diera a seconda del padrone che serve, e dopo un tantino di insistenze fissa un appuntamento. Odono il tiranno avvicinarsi e si separano. Il Conte di Collalto rassicura Pagano che il popolo di Padova è obbediente. Riccardo conferma questo, però, partito Collalto, confida al tiranno come il silenzio del popolo non sia presagio di niente di buono:
.E ver che tace, Lieta degli ozi suoi, Padova; è vero Che or contro te nulla minaccia freme. Ma pur tu sai ette il riposar stoltezza Ciecamente del popol nella muta Quiete, sai che spesso entro vi serpe
*! Op. cit., p. 88.
*> Op. cit., p. 91.