Rassegna storica del Risorgimento
BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno
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1935
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pagina
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43
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Enrico Poerio - Cenni sulla vita e le opere di un esule, ecc. 43
almeno così pare. Il tiranno decide di fortificarsi, temendo una sommossa, e rientra forse per diramare gli ordini di guerra. Arrivano Dalesmannino, Rolando e alcuni popolani. Dalesman-nino racconta allo zio, proprio qui, l'incontro con Beatrice. Appena il popolo parte, esce dal palazzo Ferrante. I due uomini si nascondono e, quando Ferrante si avanza guardingo, piombano su lui e lo fermano. Ferrante, servo di tutti, imbarazzato per la fede giurata a Pagano, vorrebbe svignarsela; ma giunge Collalto con il popolo e lui si decide per i vittoriosi. Aveva l'incarico di avvertire i soldati di Pendice. Però, gli annunzia Collalto, ormai è inutile:
...Rambaldo da Zuassano Corse alla rocca di Pendice, e a furia Con lui n'andò' di popolo gran parte;
...ed udir potete or voi Le grida ed il furor della tenzone, Che seco Vaura trae...
Ferrante allora sente l'amore di patria:
...Ahi ! troppo tardi forse Mi sento anch'io di Padova figliuolo; Ma questo acciaro or per la patria io snudo.2)
Altichieri arriva con altra gente. Entrano tutti nel palazzo, meno Gualtiero che porta lo stendardo di Padova libera. Anche esso finalmente entra e, mentre escono vittoriosi Dalesmannino e Collalto, uccisore di Pagano, il vecchio popolano appare sulla torre, straccia il vessillo dell' Imperiale Vicario, e vi depone la sua bandiera su cui è scritto: Libertà. Rolando mormora:
Iddio si preghi Perchè a disprezzo dell'estraneo orgoglio Dalle torri natie sventoli eterno.3)
i) Op. cit., p. 122.
2) Ibidem.
3) Op. alt., p. 125.