Rassegna storica del Risorgimento

BOGINO GIAMBATTISTA ; SARDEGNA ; SAVOIA (CASA)
anno <1935>   pagina <48>
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Alberto A. Ganci
sonetto A Benvenuto Cellini, messo 11 più per riempire una pagina che per fare onore aUo scultore.
La scena è in Firenze ci avverte Fautore; ma potrebbe benissimo anche essere a Timbuctu senza togliere niente ai pregi, o difetti della farsa. f
Un pittore, Federico, come crede lui ingiustamente igno­rato, non volendo accettare l'aiuto finanziario che gli vorrebbe porgere il cugino Ernesto, rivenditore di oggetti antichi, e ardente ammiratore di Adele, la moglie del pittore, decide di far mettere in pratica il detto leopardiano: virtù viva sprezziam lodiamo estinta. Presi in confidenza la moglie e un suo amico sensale si chiude in camera sua a fingere il morto. Il cugino è tratto in inganno e corre a cercare un medico, mentre il sensale va a far nota in città la triste nuova. Però il medico è rimandato via ed Ernesto viene incaricato di cer­care d'un tal Marchese e d'un Conte che volevano comperare alcuni quadri. I clienti affollano intanto la sala, ognuno sce­glie e paga. Infine giunge il Marchese accompagnato da Ernesto. Mentre il primo osserva ed esamina, il cugino non perde tempo e confessa ad Adele la sua passione. Federico, di là, lo sente e, non potendosi frenare, irrompe sulla scena a cacciare il cugino. H Marchese a questa improvvisa resurrezione, si mera­viglia non poco, ma è pronto a comprendere e perdonare. Tutto così finisce bene.
Nello stesso anno, sempre a Costantinopoli, compose anche alcuni sonetti da includere nei Sonetti Italici: Giuseppe Giusti; Vincenzo Gioberti; Ugo Bassi; Pellegrino Rossi; Silvio Pellico; Marino Faliero; Cornelia.l)
*) Sonetti Itàlici, pp. 47-53.
Giuseppe Giusti. È definito Nuovo creator di popolare canto. Più che altro il Poeno cerca di caratterizzarci nel giro di quattordici versi la poesia del Giusti, che aveva dovuto conoscere giovanetto in Toscana. È nota l'affettuosa amicizia di Ales-Sandro Poeno per Giuseppe Giusti, ma anche Enrico dovette essere in Ìntimi rapporti col poeta toscano se Alessandro Poerio da Napoli scriveva il 25 marzo 1844 a Giuseppe Giusta Non dimenticare di mandarmi per occasione particolare quelli fra i tuoi