Rassegna storica del Risorgimento
PEPE GUGLIELMO
anno
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1916
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pagina
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285
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SIMO
dato era 11 itti cuore par lo tanto vlirid colli* quali onorava H nome italiano, è por nn'untatane tonte lonza tempio ili ctut mi dtvt continua provo, tempro oretccoU. Quatta volt Il datila* .mi ba mostrato olia UMÙSVIÌ verto* di ma in riserbo un colpo superiora Ad ogni coraggio1, fri eh* li mio, lenza l'Infelice Italia narobbo rimasto annichilito; la vita mi sarebbe tata insopportabile, La spomnro di poter fino COMI degna dello ano vinto, di contribuire all'italiana Indlpeodonsa, ed alla sua gloria, occitano nel mio animo quella fona indomabile ebo potaedevo mentre ero giovane, avendo per teatimono del mio operare nn fratello die pia me non vede.
Sarò lungo in altra lettera; por or mi limito ad ossequiarela vostra ignara od a salutarvi caramente.
GBOUKUIO PJcnc.
HÌMMM, il 2* 4V*mtw 'M.
Avete per me, mio caro Do Lieto, la stesta perseverante amicizia ebo avecto por Fiorettano: ve ne ringrazio, t miei pensieri dall'alba al tramonto tono tempre rivolti a Ini ed allo Italiano sventure. Vostro figlio già principia ad attero vittima del tao patriottitmo, in quella eia nulla quale fai cacciato In esilio a vita. Poetano i cuoi giorni estere meno aspri della lunga torio def miei* possa egli veder che la patria nostra raccolga i fratti di tanti foni, di lauti atti .croie, e di tanto sangue ohe dal 17S io qua al ò aperto por la canta nazionale! In quanto a vostra moglie, martire c*a poro, io spero che tra poco la tentlrete fuori di prigione. So potete, fitto ebo vi raggiunga. Forte non rimarrebbe per 1 tingo tempo in volontario esilio. Leggendo: il discorto di Guizòt nell'Istituto in Parigi, ho detto a me stetto, la Francia non gemerà lungo tempo nel tervagglo. Ove. ciò avveniste la nostra penisola sarebbe salva.
La mia salute va beno, avrei desiderato che mi aveste parluto della vostra: mia moglie ed io ve l'auguriamo ottima. K**a vi ringrazia della memoria, ohe di lei eontervate, e vi saluta. Credetemi tempro con affeziono e stima tutto vostro.
Guouxuto Para.
Astanti vi manda saluti amichevoli.
Il Popò HÌ era stabilito a Nizza nel 1352 o vi aveva preso in fitto una bella villa, ove riceveva spesso gli esali napolitani.
Il figlio di Casimiro, cui si accenna nella lettera, Antonio, comincio da giovanetto a soffrire persecuzioni dal governo borbonico. Fa poi deputato al Parlamento italiano per varie legislatore.
M. MAZZX0T3