Rassegna storica del Risorgimento

LEICHT MICHELE
anno <1935>   pagina <59>
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Memorie di Michele Leicht
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lui disegni ed acquarelli assai notevoli: quest'indole imma­ginosa lo doveva rendere particolarmente atto a sentire forti sentimenti patrii: ma a ciò contribuirono anche domestici esempi. Fu già detto più volte, a ragione, che il germe della rivoluzione italiana si trovava nei dispersi avanzi dell'Armata d'Italia.
Nella famiglia Leicht il culto per la memoria di chi aveva saputo ridestare nei cuori italiani il sentimento della dignità nazionale èra vivissimo. Come già dicemmo nella madre di Michele, tali sentimenti erano rafforzati dal ricordo delle for­tunose vicende dello zio vescovo Bratti, già ricordato; d'altra parte anche altri parenti materni erano in rapporti d'amicizia con patrioti, come lo zio Carli con quel G. B. Castellani, che fu poi incaricato d'affari della Repubblica di Venezia a Roma nel 1848-49, fu bandito dall'Austria e divenne poi uno dei principali uomini della Toscana dov'erasi riparato. Ma più che tutto potè neU'animo del giovinetto l'esempio e la parola di uno zio di suo padre, Giuseppe Ferrari di Bprgoforte. Que­sti ch'era pure un avanzo dell'armata napoleònica, fu uno dei più ardimentosi patrioti lombardi dellaiirMraarietffcidelfe congiure e delle persecuzioni. Giuseppe Ferrariofojàìnvqlto nel processo del '21 e precisamente in quello di Brescia e 1 salvezza sua e d'altri suoi amici fu dovuta soltanto alla fer­mezza ed all'abilità con cui seppe sventare i tranelli degli interrogatori. 2) Nel '31 questo Ferrari fu nuovamente impri­gionato e questa volta fu condannato a vari anni di prigione che scontò a Ragusa. H primo ricordo che Michele Leicht asseriva rimanergli della sua infanzia si riferiva appunto al 1831 e probabilmente sta in relazione con i tentativi del Fer­rari che dovevano essere ben conosciuti in famiglia. Nel salotto da pranzo, egli narrava, si trovavano un giorno riuniti suo
I) Ved. A. SANDONÀ, Contributo alla storia dei processi del Ventuno e dello Spielberg, Torino 1911, p. 132 e seguenti.