Rassegna storica del Risorgimento

LEICHT MICHELE
anno <1935>   pagina <62>
immagine non disponibile

2 Pier Silverio Leicht
IL 1848-49
a) V8 febbraio a Padova. - Non è nostra intenzione rites­sere la storia dei fatti dell'8 febbraio: come si sa erano scop­piate zuffe fra gli studenti e i Croati: nelle quali la poli­zia stessa si era schierata dal lato degli studenti. Ai funerali dello studente Anghinoni, ucciso dai Croati in quell'occasione, insorse un movimento anche più grave. Da ogni parte i sol­dati si precipitarono sugli studenti, come ad una caccia for­sennata. Michele vide il pericolo e comprese che Punica via di salvezza era quella di riunire il maggior numero di stu­denti possibile nell'Università. Perciò corse colà e intimò al custode di aprire le porte della torre per suonare la campana al rombo.
Il custode resisteva e Michele gli dovette strappare le chiavi colle pistole al viso. Al rombo cupo della campana, al nuovo vespro , come disse Libero Fracassetti, che narrò in una bella conferenza questi avvenimenti, accorsero gli studenti ad asserrargliarsi nel palazzo universitario e fu così evitata una vera carneficina. Nel contempo gli ufficiali pote­rono infrenare alquanto il furore delle truppe e la maggior parte degli studenti si potè salvare. Non tutti però: Michele insieme a Rocco Sanfermo si recava al prossimo caffè Pedroc­chi, quando alcuni soldati avendoli scorti si precipitarono su di loro colle baionette innestate: Rocco Sanfermo cadde tra­fitto nella quarta sala del Pedrocchi; Michele Leicht dovette alla sua destrezza se sfuggì ad una simile sorte. Incalzato da un croato, ebbe l'agilità di saltare il banco del caffettiere, e mentre il soldato lo girava, potè guadagnare un po' di ter­reno e scappar fuori per la porta posteriore del caffè che guarda verso la casa dove ora c'è l'albergo del Leon Bianco. Alla porta di questa casa, allora abitazione privata, c'eran due buoni vecchi che accostati i battenti, guardavano, per la