Rassegna storica del Risorgimento
LEICHT MICHELE
anno
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1935
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pagina
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Pier Silverìo Leicht
I militi erano alloggiati nelle case particolari. In casa Leicht stavano i marchesi Sgariglia d'Ascoli, e vi frequentavano altri militi particolarmente dello stato romano e di Toscana. Uno di questi, un tale Pieraccini di Siena doveva poi salvare Michele da morte certa nel primo fatto d'arme a cui questi prese parte e cioè nella sortita di Mestre. In questo fatto d'armi, Michele ebbe il battesimo del fuoco. Ad un certo punto, mandato a portare degli ordini dal suo comando, fu accerchiato dai nemici e stava per soccombere quando questo Pieraccini venne in suo soccorso insieme con altri militi e lo liberò.
Dopo la sortita di Mestre, allo scopo di prender più attiva parte alla difesa della città, Michele Leicht diede le sue dimissioni da tenente della guardia civica, ed ottenne di essere accolto nell'artiglieria dove servi dapprima come semplice soldato e poi fu reintegrato nel suo grado. Egli servì agli ordini di Mezzacapo in un forte distaccato da Marghera e cioè nel forte O. Egli ricordava sempre con ammirazione il tranquillo ardimento del suo comandante che seduto sull'angolo saliente del forte, puntava il cannocchiale sulle posizioni austriache e dava gli ordini ai suoi subordinati per aggiustare il tiro, mentre d'intorno grandinavano le palle nemiche.
Rammentava poi un doloroso momento occorsogli nella difesa del forte. Esso era uno degli ultimi baluardi verso la terraferma così che le era congiunto. Un giorno un comandante austriaco diede ad un riparto di cavalleria ungherese l'ordine di lanciarsi al galoppo contro il forte. Lo spettacolo, visto da questo, era bellissimo: ma altrettanto crudele era la certezza che i magnifici cavalieri avrebbero trovato tutti la morte quando fossero giunti alla zona nella quale era aggiustato il tiro. Difatti arrivati che furono al punto stabilito e ordinato il fuoco, di quei squadroni non rimase che un brulicame sanguinolento nel quale si dibattevano cavalli e cavalieri agonizzanti. Agli artiglieri del forte rimase l'impressione che si trattasse di un eccidio voluto dai capi austriaci.