Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; VENEZIA
anno <1935>   pagina <71>
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Memorie di Michele Leicht 71
quali discipline aveva avuto i primi rudimenti da uno dei suoi maestri, il bravo abate Zantedeschi. Questo spirito scien­tifico lo guidò nello spiegare la sua attività in ricerche rela­tive in ispecial modo al Friuli. Così egli iniziò serie indagini sulla storia friulana, studiando le istituzioni che ne sono il nerbo, e abbandonando la forma semplicemente narrativa ed episodica che fin9allora aveva dominato: così nello studio del dialetto, e più tardi nella preistoria. Dei suoi singoli lavori diremo più tardi, ma conveniva parlare qui di questo indirizzo del suo spirito, perchè fu proprio in questo periodo che egli si maturò; poiché la sventura del suo paese gì'impediva di poter esercitare a suo favore quell'aperta azione che corri­spondeva alla sua natura, egli cercò di prepararsi a far opera utile per esso almeno nei campi nei quali la politica non poteva opporgli degli ostacoli.
Ma ritorniamo agli avvenimenti della sua vita.
Michele Leicht, avendo dato saggio, come dice la comu­nicazione del 30 dicembre 1850, di distinta capacità nel­l'esame di eleggibilità al posto di Ascoltante, fu nominato il 27 febbraio 1851 in tale qualità presso il Tribunale di Venezia e poscia il 23 giugno 1853 presso il Tribunale d'Appello pure di Venezia. Quanto all'organizzazione di questi primi gradi nella magistratura austriaca ci dà egli stesso in alcuni fram­menti autografi (p. 6 e seguenti) queste notizie:
Gli ascoltanti giudiziari erano veramente dei collaboratori nel vero seneo della parola ed abbastanza sovente essendo incaricati dello studio di qualche affare, erano condotti dal loro Consigliere nella Camera di Consiglio, sedevano accanto a lui, facevano la relazione, esponevano la loro proposta, sostenevano la discussione, e sebbene navigassero sotto altrui bandiera, non davano quartiere al primo attacco.
Ed a questa pratica andavano facendosi con molta facilità poiché erano di sovente chiamati a fungere da protocollisti di Consiglio nelle Sedute in cui si decidevano gli affari tanto civili che penali. Essi indi­cavano il nome del presidente, dei votanti e quindi il voto del rela­tore e quello degli altri con un accenno alle dissidenze e loro ragioni,