Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; VENEZIA
anno
<
1935
>
pagina
<
73
>
Memorie di Michele Leida
7
riusciva a trovare quello che non si era mai immaginato al momento della votazione. Da questo le sorti della causa in un giudizio superiore potevano venir gravissimamente modificate e la concessione del protocollista poteva condurre ad effetti troppo gravi per esser disconosciuti
Della mia presenza all'Appello di Venezia conservo talune memorie-che toccano particolarmente quella terribile Commissione di Este la quale però erasi già trasformata da militare che fu nel suo esordire con Hoyos e Feyervary, in commissione civile.
Le tradizioni portavano ancora delle conseguenze quantunque i sistemi fossero sostanzialmente cambiati e il bastone come argomento di convinzione riposava dalle gravi fatiche perdurate. La vivacità di queste memorie risulta da questo incidente: un arrestato è condotto dal giudice istruttore che non aveva ancora completato un altro esame, per cui non volendo che il nuovo imputato fosse in condizioni di sentire la lettura che stava facendosi di quell'esame, fu dato ordine alla guardia di trattenerlo in corridoio; non avendo però ben compreso quel soldato dove avesse a custodire il detenuto, il giudice replicava: (eli sulla banca! La magica parola della banca che si legava psicologicamente alle sintetiche benemerenze del bastone, produsse immediatamente una risoluzione nell' arrestato che, senz'altro comprendere-né voler comprendere, si mise a gridare che confessava tutto ed avrebbe confessato tutto, come diffatti confessò per quello che lo riguardava.
Ad Este, in una casuccia che prospettava una lunga strada, abitava poveramente un ciabattino colla sua povera moglie che gli lavorava accanto. Un giorno dopo una lunga serie di acquazzoni, il fiu-mattolo che attraversa una parte di quella cittadella, ingrossò rapidamente e minacciava di traboccare invadendo il paese, ond'è che l'Autorità deliberò di elevare immediatamente un'aggiunta éi terra all'argine e farlo invigilare da apposite guardie che si dovevano all'uopo, secondo il costume di quell'epoca, requisire dalla forza pubblica. Sguinzagliati i Gendarmi coll'ordine di sollecitare l'invio e la scelta degli operai, questi si diedero a correre intorno pel paese e due di essi imboccarono la strada che prospettava la casa del nostro ciabattino. Al vedere questi Gendarmi in corsa, tutte le vecchie memorie che dentro quella piccola testa silenziosamente si celavano, presero uno scatto improvviso, ond'egli, abbracciata la moglie, balzò da una finestra in direzione contraria a quella dalla quale veniva la forza, scavalcò due o tre muri di cinta e finalmente si presentò alla porta della Commissione, dichiarando che veniva di persona affine di sfuggire al disonore di attraversare la città in mezzo alle guardie.