Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; VENEZIA
anno <1935>   pagina <82>
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Pier Sìlverio Leicht
nei suoi libretti d'appunti troviamo i primi
accenni a rac­colte di villotte e di proverbi; i primi ravvicinamenti fra il carnico, la parlata friulana più caratteristica, e gli altri dialetti italiani e le lingue neo-latine, che poi lo dove­vano condurre alle pregiate prefazioni delle centurie di vil­lotte friulane.
In questo periodo, dal '55 al '61 aveva anche compiuti vari viaggi. Nel '56 fece una corsa in Austria della quale non resta però nessun appunto. Dell'agosto 1858 datano invece vari appunti di un viaggio nell'Emilia e nella Toscana. Scopo del viaggio, oltre che il conoscere le meraviglie dell'arte toscana, era una visita a G. B. Castellani, l'amico dello zio Pietro Carli, che ben tosto doveva divenire pure amico suo molto intimo. Dagli appunti vediamo quale entusiasmo de­stassero in lui le tante bellezze disseminate nelle grandi e nelle piccole città toscane. Siena lo colpì in particolar modo. A Firenze fu introdotto nel gabinetto Viesseux da un dottor Paolo Pecori cui era stato raccomandato dal conte Castel­lani. Nei suoi appunti dice di aver conosciuto colà Raffaele Lambruschini, Atto Vannucci, Gian Pietro Viesseux e il nipote Paolo. Avendo visitato Castellani nella sua villa della Casalta in vai di Chiana, questi lo richiese di un parere per una grave questione risorta fra la società per l'importazione del seme dei bachi chinesi formata a Firenze dal Marchese Ridolfi, da Ruiz de la Fuente, e dallo stesso Castellani, e certi proprietari bergamaschi per il prezzo del seme da questi commesso.
Mi fu lusinghiero, dice nel libricino, l'encomio del Marchese Ridolfi e spero in parte aver corrisposto alla buona fama che di me aveva esposta il mio raccomandatario.
Castellani aveva avuto occasione di conoscere molto da vicino uomini e cose durante la Repubblica Romana essendo, come già si disse, inviato a Roma, della Repubblica Veneta.