Rassegna storica del Risorgimento

LA HOZ GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <85>
immagine non disponibile

Memorie di Michele Leicht 85
A Padova, Michele Leicht ritrovò compagni di gioventù e fece subito altre relazioni nel campo nazionale. Fra queste ricordiamo per esempio Ferdinando Coletti, medico e capo del Comitato nazionale, Jacopo Silvestri e Angelo Messedaglia professori all'università, gli avvocati Piccoli e Leonarduzzi, il marchese Pietro Selvatico coi quali tutti viveva in intima amicizia. Ma poi aveva rapporti affettuosi anche in altri campi più spinti. A Udine aveva rinnovata un'antica amicizia col dott. Costantino Cumano, distinto patriota triestino. Questi era tutore di un giovane istriano, Domenico Lovisato, che era affiliato ai comitati garibaldini, pronto a tutti gli ardimenti. Quando Michele Leicht andò a Padova, questo giovane era assistente del professor Minich alla cattedra di matematica; l'amicizia fra i due andò sempre crescendo, e ne vedremo fra breve i risultati. Queste relazioni, e la fiducia estrema che l'integrità dell'uomo faceva nascere in chi lo conosceva intimamente, ponevano il sostituto procuratore di Stato nella singolare posizione d'essere talvolta il consigliere ascoltato di rivoluzionari. Per dare un'idea di questa fiducia racconteremo un episodio: una sera, sul finire del 1864 Mi­chele Leicht era al caffè in piazza Unità. Ad un tratto vide una figura che nella notte non si poteva distinguere, che dal di fuori gli faceva dei cenni. Michele, dopo poco, uscì e fece cenno alla persona che si manteneva semi nascosta di seguirlo; arrivato a casa lasciò l'uscio aperto e quegli entrò. Era il fotografo, che gli disse di sapere che doveva essere arrestato entro poche ore, che aveva mezzo sicuro di scappare e gli chiedeva consiglio se dovesse fuggire o rimanere. Il fotografo era affiliato ai repubblicani e l'arresto avveniva per ragioni politiche. Michele Leicht narrando con la sua consueta semplicità questo aneddoto, diceva che in quel momento si sentì vacillare sotto il peso della responsabilità. Però pensò che la fuga avrebbe compromesso altre persone e quindi chiese al fotografo se si sentiva di evitare il caso