Rassegna storica del Risorgimento
LA HOZ GIUSEPPE
anno
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1935
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Pier Silverio Leicht
1865, per conto del Comitato nazionale centrale di Padova che ne aveva avuto richiesta dal Ministero Italiano, una acerba critica contro un progetto di compartimento territoriale del Veneto fatto dal Ministero Belcredi, e tale critica era stata a sua volta dal Comitato stesso inviata al Ministero degli Interni del Regno a Firenze che se n'era servito per articoli comparsi nei giornali esteri contro il malgoverno Austriaco nella Venezia. Un esemplare del memoriale fatto dal Leicht, firmato da questi, e stampato su carta sottilissima e coi soliti tipi del comitato esiste nell'Archivio del Ministero di Grazia e Giustizia a Roma fra le carte personali che lo riguardano. La polizia di Padova, come Michele stesso diceva, non potè aver la prova assoluta del fatto (e se l'avesse avuta la misura contro il Leicht sarebbe stata certamente ancor più grave !) ma ne ebbe sospetto fortissimo e ciò, insieme al resto, determinò la rimozione del Leicht dal suo ufficio. Tale provvedimento fu salutato, come attesta, il decreto della procura di Stato di Padova (( dalla gioia non dissimulata dei noti austriacanti e clericali della città e particolarmente dal conte Ceschi di S. Croce, Delegato provinciale (l'attuale prefetto) che ne fu il principale promotore.
Naturalmente la critica semplicista può portare al dilemma: servire il Governo austriaco oppure la causa nazionale , ma il dilemma è mal posto perchè per un connazionale l'occupare una carica nella magistratura non era soltanto ricevere un mandato dal governo, ma anche assicurare alla popolazione un equo esercizio delle funzioni giudiziali. Tali funzioni distruggevano i diritti del cittadino ? La regola dei vecchi impiegati: l'impiegato non deve occuparsi di politica, ha certamente i suoi lati giusti, ma si può applicare anche quando siano in giuoco i più alti interessi del popolo a cui l'impiegato appartiene? Si tratta di situazioni gravissime che non si possono giudicare coi criteri ordinari.