Rassegna storica del Risorgimento

LA HOZ GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <97>
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Memorie di Michele Leicht
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Dopo il provvedimento, andò a Vicenza dov'era sorve­gliato continuamente dalla polizia, come sospetto
A Vicenza trovò amici1* che lo aiutarono a passare alla meglio quell'anno di angosciosa aspettativa che corse dal suo arrivo colà sino alla liberazione. Fu un periodo terribile per lui, travagliato da gravi sofferenze fisiche e morali. Fra questi patimenti si avvicinarono i tempestosi giorni della guerra. Gustoza, fu a Vicenza considerata come una batta­glia perduta dagli Austriaci, perchè tale era l'opinione di tutti gli ufficiali che ritornavano subito dopo quella giornata dal campo austriaco, o per aver riportate ferite o per altri motivi, e attraversavano Vicenza. Michele Leicht insieme ad altri patrioti vicentini si affrettò ad abbassare le insegne del governo austriaco per innalzare quelle italiane. Raccontava ridendo come un vecchio usciere boemo gli avesse chiesto per favore di poter conservare il ritratto dell'Imperatore Fran­cesco Giuseppe tolto dalla sala delle udienze.
Michele potè in quei giorni prendersi una piccola vendetta col Delegato austriaco che partiva e lo aveva vessato con mille seccature: lo accompagnò alla stazione e avendo predi­sposto con alcuni amici che al momento della partenza i vicini colli si illuminassero di fuochi tricolore potè additargli questa dimostrazione della contentezza della popolazione pel mutamento di governo. Eh, mio caro, ride bene chi ride ultimo , sibilò il funzionario fra i denti, ma fortunatamente si trattava di un motto di spirito fuori di luogo.
I giorni successivi furono però estremamente angosciosi per i Vicentini e più per tutti coloro che, come Michele s'erano compromessi in sommo grado. Egli narrava d'aver dormito per molte notti colla pistola sotto il cuscino deciso ad uccidersi
1) Ma anche dei nemici, specialmente nella polizia e nella delegazione, e dei tepidi nella magistratura. Fra questi, qualcuno che era stato BUO compagno di gio­vinezza, gli dichiarò apertamente che non desiderava di mostrarsi in sua compagnia, perchè era troppo compromettente .