Rassegna storica del Risorgimento

LA HOZ GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <99>
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Memorie di Michele Leida
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la sua commissaria, ebbe dal Giornale Provinciale del quale Michele Leicbt era stato gran parte.
Con questa sua attività giornalistica, si può dire che la partecipazione di Michele nella politica militante, sia finita. Vi furono bensì momenti nei quali egli riprese la penna per .scriver di questioni politiche, ma furono fugaci ritorni, bre­vissimi istanti, dopo i quali egli si rifugò di nuovo nei suoi studi abituali. Fu questione di temperamento ? Di uno di questi suoi ritorni alla politica, avvenuto, credo, a Venezia nel 187576, narra egli stesso nei frammenti autografi:
A Venezia c'era un gruppo d'uomini che intendeva unicamente a portar buoni e saggi consiglieri al comune rimanendo al di fuori delle cariche stesse. La cosa andò così bene che molti fra quelli riuscirono nel Consiglio! Inoltre si verificò quest'altra meraviglia, che sebbene il gruppo fosse di tendenze moderatissime, all'avvenimento della sini­stra taluno degli aggruppati venisse ad uscirne, affermando che, alla fine, egli era stato sempre un cultore dei principi della sinistra. Chi l'avrebbe supposto?
Credo bene che le goffaggini d'un partito possano condurre alla sua demolizione e che la fede politica non possa obbligare a rimanere in compagnia di persone che demeritano la vostra considerazione: credo anche non essere perfettamente corretto l'isolarsi in una con­templazione individuale allorquando l'interesse del paese possa doman­darvi una cooperazione attiva, poiché ho sempre dinnanzi alla mente il soldato che combatte per la patria sebbene non sia, per avventura, convinto delle ragioni che condussero a quella guerra, ma... da questo, al voltafaccia del mio buono e flessibile ex socio, ci corre tanto che io non ho potuto impedire un affievolirsi della nostra amicizia, mentre sono rimasto sempre quel medesimo dinnanzi a taluni miei amici che militarono o militano nei campi estremissimi della politica italiana.
Questo fece si che egli si ritraesse ogni qual volta sem­brava che amici e ammiratori pensassero a lui per affidargli il mandato politico. Questo avvenne due volte, in collegi diversi, e sempre egli si ritrasse dalla lotta perchè le vie della politica non gli andavano a genio.