Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; INGHILTERRA ; NAPOLI
anno <1935>   pagina <103>
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Memorie di Michele Leicht 103
dell'Imperatore, chiedendogli di comunicargli i particolari della scoperta e promettendogli in compenso delle rivelazioni, onori e persino una somma molto considerevole. Arnulfi, com'era dovere suo, rifiutò; la conseguenza ne fu che quando, dopo la pace, venne fatta fra gli alti ufficiali piemontesi una larga distribuzione di onorificenze francesi, lui solo rimase senza distinzioni !
Ho riportato l'aneddoto che credo sconosciuto perchè mi pare di qualche importanza per lo studio dei tanti motivi che possono aver determinato il malumore di Napoleone in quei giorni. Il generale che apparteneva alla sinistra del Parlamento, fu all'avvento di questo partito nel '76 officiato perchè accet­tasse il ministero della Guerra, ma egli non ne volle sapere.
Dei figli uno, il minore, Alberto fu tra i più distinti poeti dialettali piemontesi, collo pseudonimo di Filiberto Alami, e se non fosse morto in giovane età, avrebbe senza dubbio ottenuto un bel luogo fra i letterati. Un altro genere era il distinto archeologo napoletano don Ferdinando Colonna di Stigliano.
Dalla parte della madre, la sposa di Michele Leicht era parente strettissima degli Anselmi, uno dei quali il prof. Gior­gio fu per lunghi anni Rettore della R. Università di Torino.
Il matrimonio di Michele strinse più forte anche i vincoli col padre suo che, come s'è già detto, viveva a Udine, in pen­sione* Del resto, dopo compiuta l'unificazione, il padre e il figlio fecero lunghi viaggi insieme. Nel 1868 furono a Bologna, a Firenze, alla Spezia, a Genova, a Torino, a Milano; di que­sto viaggio rimangono alcune memorie in un libretto; ripor­terò alcune parole poste quasi a chiusa:
Milano, i suoi giardini pubblici, l'arco della pace, la tenuta generale del paese, i suoi viaggi, gli omnibus additano un movimento figlio della prosperità. Pare impossibile: Bologna è irriconoscibile, Firenze è cresciuta di un terzo, a Pisa vedemmo un borgo nuovo dalla città alla stazione, a Livorno scorgemmo tutti i cantieri animati di nuove costruzioni, a Genova si fabbrica, a Milano del pari... ma il paese è rovinato!... sarà...