Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; INGHILTERRA ; NAPOLI
anno <1935>   pagina <105>
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Memorie di Michele Leicht 105
1876-1897
La sua camera non ebbe lo splendido svolgimento che gli si sarebbe facilmente predetto principalmente per due ragioni: la sua riluttanza a lasciare Venezia, e l'ostilità che la libertà colla quale egli professava le sue opinioni non di rado gli procurò nelle alte sfere. Ciò non gli impedì di giungere in Cassazione; ma fu chiamato alla Corte di Torino soltanto nell'89. Nel '91 ebbe l'offerta di una Procura generale, ma ormai era gravato dagli anni, aveva 40 anni di servizio e perciò si decise a domandare la pensione. Ebbe il grado di Procuratore generale onorario di Corte d'Appello ed alte ono­rificenze. 1} Trascorse gli ultimi anni della sua vita fra Padova e dividale dove morì, dopo lunghe sofferenze cagionategli dal­l'arteriosclerosi il 1 febbraio del 1897 alle ore 13. Fu sepolto nella tomba di famiglia nel Cimitero di Udine.
Dell'ultimo periodo della sua vita fra il 1876 ed il 1897 non c'è molto da dire, dal punto di vista politico, giacché egli si tenne appartato, né provò alcun desiderio di mischiarsi nelle lotte di parte fondate su mere competizioni personali. Nel 1876, alla caduta della destra, ebbe il pensiero di dimet-" tersi dalla sua carica e di darsi alla professione libera ed a stento ne fu dissuaso dal suocero. L'unica parte (se così si può chiamare) colla quale ebbe seguiti contatti, fu quella irredentistica, data la sua stretta amicizia con Carlo Combi, col quale per lungo tempo, si trovava quasi ogni sera e con Tommaso Luciani, capi dell'emigrazione istriana. Egli dava consigli di prudenza, comprensibili, in chi sapeva quanto poco ci si potesse fidare degli sperati aiuti stranieri ma compren­deva la necessità di tener vivo il movimento italiano nelle
J) Nel 1895 il guardasigilli Calenda lo voleva richiamare in servizio e gli offriva la sede di Milano allora vacante per la morte repentina di Sighele, ma egli non accettò.