Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA
anno <1935>   pagina <112>
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Angelo Piccioli
Intanto, Nogara aveva l'impressione che a scuotere la tattica di teinporaggiamento dei Turchi occorresse un fatto risolutivo. A Costantinopoli si consideravano praticamente ces­sate le ostilità in Trìpolitania: l'attitudine di Reschid Pascià, Ministro della guerra, ne era una indubbia conferma. Occor­reva secondo Nogara che la minaccia della rottura già comunicata da Volpi fosse rinnovata per il tramite di Naby e di Fahreddin, perchè poi potesse essere portata da Nora-doughian in Consiglio di Ministri il che fu poi immediata­mente fatto ; e che in caso di troncamento di negoziati si facesse seguire l'immediata ripresa delle ostilità, su vasta scala.
XXIV. I
Una riprova delle incertezze e titubanze che angoscia­vano il Gabinetto di Costantinopoli fu la decisione che il Consiglio dei Ministri prese il 16 settembre: di inviare cioè, in Italia, presso Giolitti, in missione segreta, Reschid Pascià, Ministro dell'agricoltura e già ambasciatore a Roma. Tale missione si appalesò sin da principio e i fatti poi lo confer­marono come semplice espediente dilatorio.1J Noradou-ghian fece capire a mezza bocca che se un Ministro si muo­veva, ciò non era per integrare l'opera e l'autorità dei fidu­ciari ufficiali per le trattative, ma per discutere e prospettare altra questione politica importante . Si poteva però age­volmente supporre che la missione celava la speranza di ot­tenere ulteriori concessioni nelle trattative e forse di carpire da noi, a compenso della pace conclusa secondo la nostra
1) Nogara, pur ammettendo che l'invio di Reschid non fosse altro che un espe­diente per allontanare l'amaro calice della perdita delle due provincie, fece intravedere in mia sua lettera a Volpi, anche un motivo di natura personale. Noradoughiau egli disse ha cercato di compromettere un collega suo e del partito oppositore (Kiamil) inviandolo costì, ma il Reschid ha tanta furberia da poterne vendere .
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