Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA
anno <1935>   pagina <117>
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La pace di Ouchy 117
la rafforza e l'innalza. Le nostre ragioni hanno un piedistallo di vittorie.
21 settembre. Ieri Derna, oggi Zanzur !1J
Il quieto e sereno ambiente delle trattative è percosso dall' eco dei lontani clamori del combattimento. Ogni pensiero tende verso la guerra, della quale tuttavia non si parla.
Un tacito accordo esclude fra i negoziatori della pace ogni accenno, ogni allusione alla guerra. Nei loro discorsi essa non esiste. Ma è sempre presente, come un fantasma.
E un interlocutore prodigioso, invisibile e inaudibile, che le anime ascoltano e che porta argomentazioni feroci e defini­tive. Le situazioni si spostano sotto le sue mani spettrali e possenti. Essa insinua sentimenti inespressi nei cuori dei delegati, vi pone sfiducie e sconforti, essa consiglia e sospinge. Ed è come se parlasse sempre, quella nostra terribile alleata della quale non si parla mai...
Così, d'improvviso, agli occhi e al cuore dei nostri delegati e degli occasionali loro compagni di pena, i giornalisti, la immobilità della quiete lussuosa di un albergo straniero, il giuoco malfido e tormentoso delle negoziazioni appaiono, ora, ben meschine e umili cose di fronte alle visioni che arrivano coi bollettini militari, come un grido di vittoria.
E laggiù, forse, che si danno gli ultimi colpi d'insieme all'edificio della pace. La guerra ha ancora qualche cosa da dire, per farla finita. Ed essa parla chiaro anche a chi fa finta di non sentire.
*) II 20 settembre 1912 ,dopo un aspro combattimento durato dieci ore, le truppe del gen. Ragni si impadronivano dell'oasi di Zanzur, dell'altura di Sidi Bilal sita a ponente, e di quella detta dei 39 ettometri posta a sud dell'oasi stessa. Ingenti furono le perdite del nemico, mentre quelle nostre ammontarono a 75 morti e un centinaio di feriti.
Il 10 ottobre altro brillante fatto d'armi ebbe luogo nel settore di Derna. La brigata Salsa, operando sulla sinistra del Bumsafer col concorso dell'artiglieria della brigata Cappello, attaccò e respinse il nemico, costituito di regolari turchi e di arabi con artiglierie, costringendolo alla fuga. Non si potè precisare le perdite nemiche, che senza dubbio però furono ingenti; da parte nostra, 12 morti e 83 feriti.